E adesso a chi tocca? La settimana appena conclusa ha decretato il primo vero scossone per il governo, ma la premier Giorgia Meloni ha saputo decidere in fretta le mosse da compiere e ripartire per arrivare senza intoppi a fine legislatura. Annotazioni a margine: ingenerosi e violenti gli insulti dei soliti leoni da tastiera sui profili social di Daniela Santanchè, che ha tardato un giorno a lasciare il ministero, così come i commenti beceri di anonimi haters sulle pagine di Forza Italia, in particolare quella di Antonio Tajani quando ha ringraziato il senatore Maurizio Gasparri per l’impegno profuso alla guida del partito in Senato. Un berlusconiano della prima ora come l’ex sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro (l’unico che a un certo punto aveva la doppia tessera di Forza Italia e della Lega) ha pubblicamente preso le difese di Gasparri e di Tajani citando Machiavelli («in politica bisogna valutare l’occasione») e parlando di «scelta semplicemente stupida» e di «autolesionismo» nel dimissionare Gasparri.
***
Sarebbe bello sentire al riguardo l’eminenza azzurrina Gianni Letta, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi premier, custode di tanti dossier delicati e profondo conoscitore di Forza Italia. Letta, però, è riservato e la notizia che su di lui trapela in questi giorni è che è stato eletto Accademico Effettivo di Santa Cecilia per via del «suo impegno nel mondo culturale» e per «la sensibilità dimostrata da sempre verso la musica». Letta, vicepresidente dell’Accademia di Santa Cecilia dal 2015, ha diretto Il Tempo dal 1973 al 1987, e ha ricoperto per più mandati l’incarico di sottosegretario di Stato a Palazzo Chigi.
***
Anche in politica ci vuole gentilezza. Perché «la leadership della gentilezza non è debolezza. È la forma più esigente della responsabilità. E la responsabilità, per essere tale, rifiuta ogni forma di autoassoluzione», così ha detto Ugo Cappellacci, deputato di Fi e presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera a margine della presentazione a Roma del libro “La rivoluzione gentile - verso la leadership della gentilezza”. Insomma essere gentili, in politica, significa avere il coraggio della verità, comprendere prima di rispondere, costruire fiducia e non cercare alibi. E la politica torna a essere servizio.
*** Tutto il contrario della sparata volgare e grossolana della presidente del Municipio II di Roma, Francesca Del Bello, Pd, all’indomani della vittoria del No al referendum: «Pijatevela ’n der cu...». Del resto, la classe non è acqua...




