Libero logo

Marchigiani curati male per colpa della destra? Record di longevità

Alle regionali il campo largo per spodestare il governatore Acquaroli ha puntato tutto sull'attacco sulla sanità. La realtà però dice l'esatto opposto
di Pietro Senaldivenerdì 10 aprile 2026
Marchigiani curati male per colpa della destra? Record di longevità

3' di lettura

Quando i politici vogliono vincere le elezioni ma hanno pochi argomenti, si aggrappano alla sanità come a un’autoambulanza, sperando che li porti a destinazione. In Italia la sanità per definizione non funziona, attaccarla è una sorta di flebo per il candidato senza idee, perché tutti noi, quando siamo malati o abbiamo bisogno, siamo fragili, vulnerabili, talvolta irrazionali.

Posto che il diritto alla salute è stabilito dalla Costituzione, per valutare quanto le lagnanze della politica siano propaganda e quanto invece si basino sulla realtà, passiamo a qualche dato pratico. La sanità pubblica si paga con i soldi. L’Italia, se si escludono il Principato di Monaco, San Marino e un altro paio di staterelli plutocratici, è tra le cinque nazioni al mondo dove si vive di più. In Europa siamo secondi solo alla ricchissima Svizzera. Non siamo però tra le cinque nazioni più ricche del mondo; anzi, siamo oltre il trentesimo posto. Ne deriva, se non vogliamo credere alla favola che viviamo più a lungo degli altri perché beviamo il vino e mangiamo la pizza, che abbiamo una sanità più efficace di quello che ci possiamo permettere.

Questo ragionamento prende le fila dai dati pubblicati dall’Istat, in base ai quali le tre Regioni dove si vive di più in Italia sono, nell’ordine, Marche, Umbria e Molise. Quella invece dove si muore prima è la Campania, maglia nera. Il fatto che nel 2023, anno al quale si riferiscono gli ultimi dati disponibili, i territori longevi fossero amministrati tutti dal centrodestra è forse una casualità, ma è utile rilevarla. Che invece il sistema sanitario campano sia da sempre nelle mani della sinistra è cosa nota, e forse anche buona parte del problema.

Ciò che preme però ricordare, a futura memoria, è che nelle ultime campagne elettorali per le Regionali l’argomento principale, se non il solo, del campo largo per spodestare i governatori di centrodestra è stato l’attacco sulla sanità. Nelle Marche di Francesco Acquaroli c’è quello che è risultato il miglior ospedale pubblico d’Italia, le Torrette di Ancona. Questo non ha impedito al dem Matteo Ricci di accusare il rivale di aver allungato i tempi per le visite, volere spingere il settore privato e tenere i pronto soccorso troppo affollati. Non gli ha consentito però neppure di vincere. Stesso film, ma con finale diverso, è andato in onda in Umbria, dove la candidata Stefania Proietti ha impostato la sua campagna elettorale quasi solo sulla critica della gestione sanitaria regionale.

Questa volta la narrazione distruttiva ha punito la governatrice uscente, Donatella Tesei, la cui riabilitazione a opera dell’Istat le restituisce onore ma non la carica perduta per problemi ingigantiti. Quanto al Molise, che ha avuto la sanità commissariata per anni, gli elettori hanno creduto alle promesse del governatore Francesco Roberti, di centrodestra, di rafforzare gli ospedali piuttosto che alle accuse disfattiste del campo largo. E le statistiche hanno dato loro ragione.

Nessuno vuole nascondere le difficoltà della sanità pubblica e la necessità di rinforzarla. Non si faccia però facile propaganda sulle paure e sui disagi dei cittadini osi rischia che la mala-informazione sia più diffusa della mala-sanità.