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Maria Rosaria Boccia, "tentato omicidio": la ferita di Sangiuliano, il caso deflagra?

di Daniele Dell'Orcomercoledì 3 giugno 2026
Maria Rosaria Boccia, "tentato omicidio": la ferita di Sangiuliano, il caso deflagra?

3' di lettura

Bisognerà attendere ottobre per rivedere in scena una nuova stagione di uno dei casi politico -mediatici più chiacchierati degli ultimi anni. Ma il trailer c’è già. Da una parte Maria Rosaria Boccia, dall’altra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Una vicenda nata da una relazione privata e finita nelle aule di tribunale, passando per accuse pubbliche, scontri mediatici e un incarico di consigliere al MiC che, secondo la versione dell’imprenditrice, le sarebbe stato promesso ma mai assegnato. Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking aggravato, lesioni, diffamazione e interferenze illecite nella vita privata dell’ex direttore del Tg2, oggi consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Campania.

Ma il colpo di scena potrebbe arrivare già all’apertura del dibattimento. Secondo il Corriere della Sera la difesa di Sangiuliano starebbe infatti valutando di chiedere una riqualificazione dell’accusa in tentato omicidio. Il nodo della questione è quella ferita sulla testa di Sangiuliano, talmente visibile che, fin dall’inizio, era finita al centro dell’intera storia.

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Per la procura il taglio sarebbe stato provocato dalle unghie feline dell’imprenditrice. Magari in una notte di luna piena. Boccia invece ha sempre attribuito la ferita alla sbadataggine di Sangiuliano, parlando di “caduta”.

Aveva più fantasia chi incolpava il cane di avergli mangiato i compiti. I legali dell’ex ministro ora propongono una terza versione: la lesione sarebbe stata causata da un oggetto metallico. Ed è proprio su questo elemento che potrebbe poggiare la richiesta di aggravamento dell’imputazione.

Essendoci di mezzo la sfera lavorativa, la difesa di Sangiuliano potrebbe provare ad applicare il nuovo Dl “anti-molestie” 159 del 2025, nato per contrastare violenze anche sui luoghi di lavoro (allo scopo di difendere soprattutto le donne, ma ovviamente vale anche a parti inverse). Anche se in serata, come riporta Repubblica, il legale dell’ex ministro, Silverio Sica, ha smentito l’indiscrezione: «La notizia è infondata. Non credo sia nei fatti sussistente un tentativo di omicidio».

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Al di là delle promesse lavorative, comunque, far volare piatti sulla testa di qualcuno era reato anche prima. Quindi per essere sostenuta in Tribunale l’accusa dovrà provare anzitutto che Boccia avesse intenzione di ferire mortalmente Sangiuliano, ma che non ci sarebbe riuscita per cause indipendenti dalla sua volontà. Interpellato sempre dal Corsera a margine della partecipazione ad una trasmissione televisiva, l’ex ministro si è limitato a dire: «È una vicenda della quale non voglio parlare. È stata molto dolorosa per me. Sto provando a guardare avanti. Ho sempre avuto totale fiducia nella magistratura sarà la giustizia a decidere». In aspettativa dalla Rai dopo un breve rientro come corrispondente da Parigi, Sangiuliano è stato eletto al Consiglio Regionale della Campania grazie alle 10mila preferenze ottenute nella lista di FdI.
Alla stessa tornata partecipò anche la stessa Boccia, che sulle ali di quel gossip dell’estate 2024 si era trasformata prima in influencer, poi in conduttrice in tandem con la TikToker trash campana Rita De Crescenzo, e infine in aspirante politica. Invece, nella lista del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, riscosse appena 89 preferenze.
In attesa di incrociare le sciabole in Aula, i legali di Boccia non sono rimasti in silenzio troppo a lungo. Attraverso una nota pubblicata da Dagospia, l’avvocato Francesco Di Deco, ha rispedito immediatamente l’accusa al mittente: «Senza entrare nel tecnicismo del tentativo, l’assurdità di questa ipotesi è confermata dalle stesse dichiarazioni di Sangiuliano, sia in sede di querela che in sede di verbalizzazione dinanzi alla Procura. Certamente, nell’interesse della mia assistita, valuterò qualsivoglia azione in ogni sede per tutelarne l’onorabilità, laddove questa “follia” fosse reale e non un’invenzione giornalistica».
Adesso la palla passa al tribunale. Il primo passaggio decisivo sarà capire se la difesa di Sangiuliano presenterà davvero la richiesta di modifica del capo d’imputazione.
Se dovesse accadere, sarà il giudice a valutarne la fondatezza e a stabilire se questo nuovo capitolo debba entrare ufficialmente a far parte di una storia che, se fosse uno sceneggiato Netflix, avrebbe di certo meno colpi di scena.

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