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Sigfrido Ranucci? Lavitola, Boccia e Bellavia: quei "begli amici" tra sospetti e inchieste

di Andrea Muzzolongiovedì 9 luglio 2026
Sigfrido Ranucci? Lavitola, Boccia e Bellavia: quei "begli amici" tra sospetti e inchieste

3' di lettura

Sigfrido Ranucci, il giusto. Sigfrido Ranucci, il buono in un mondo di cattivi (guarda caso, nella sua trasmissione, sempre di destra). Un’aura da intoccabile, diventato presto il paladino di una certa sinistra che, non riuscendo a vincere nelle urne, si è aggrappata alle sue inchieste per affossare l’avversario politico. Tra i marchi di fabbrica del suo “giornalismo d’inchiesta” c’è sempre stata l’abitudine di scandagliare tra le amicizie, le conoscenze e gli incontri (spesso fortuiti) di questo e quel personaggio. Report, la sua creatura in onda su Rai 3, ci ha costruito la sua fortuna su questo modus operandi. Certo, le cronache dell’ultimo anno fanno pensare che Ranucci riesca sempre a scovare la pagliuzza nell’occhio altrui ma non la trave nel proprio. L’ultimo suo “amico” (le virgolette sono d’obbligo visto che è sospettato di aver ordinato di piazzare la bomba sotto l’auto di Ranucci) a finire nell’occhio del ciclone è Valter Lavitola.

Un personaggio che, al di là dell’indagine in corso sull’attentato al conduttore di Report, si può tranquillamente dire non essere proprio specchiato. Dall’accusa di compravendita di senatori - poi caduta in prescrizione dopo la condanna di primo grado -, a quella di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi costatagli una condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere. Dall’appropriazione indebita di oltre 20 milioni di fondi pubblici destinati a L’Avanti!, fino alla latitanza e al mancato rispetto dei domiciliari. Non proprio un curriculum edificante per quello che Ranucci descrive come uno dei suoi amici del cuore... Ma le frequentazioni discutibili del vicedirettore della Rai non finiscono certo qui. Da oltre un anno la querelle giudiziaria del commercialista milanese Gaetano Bellavia affolla le pagine dei giornali. Quel Bellavia che, oltre a essere stato collaboratore di numerose procure, è tra i consulenti di cui si è avvalso Report nel corso degli anni.

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Partendo dalla denuncia presentata dal commercialista per la sottrazione di oltre un milione di file dal suo studio (per cui è stata rinviata a giudizio la sua assistente Valentina Varisco, accusata di accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita), la procura di Milano ha reindirizzato l’attenzione proprio su Bellavia. Il super consulente di Ranucci, difeso a spada tratta dal giornalista, sarebbe stato in possesso di informazioni su oltre 100 vip e politici, tra cui Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Manfredi Catella e Ennio Doris. Un archivio di informazioni ricchissimo a cui si aggiunge il mistero delle 36 pagine senza firma, senza data, senza timbro di formale depositato in Procura, comparso nel fascicolo dell’inchiesta.

Una posizione che si è solo aggravata col tempo dato che a maggio l’ufficio e la casa del commercialista sono stati perquisiti dalla Guardia di Finanza. Per i pm meneghini, Bellavia avrebbe conservato copie di intercettazioni, annotazioni di polizia giudiziaria, verbali di perquisizione, documentazione contabile patrimoniale consegnatali dai magistrati tra il 2005 e il 2018 per le consulenze. In questo modo avrebbe realizzato un archivio illecito con i documenti giudiziari, spesso neppure pertinenti alle consulenze a lui richieste. L’immagine dello sfortunato Sigfrido è stata però macchiata anche da un’altra sua amicizia improvvisa. Quella con Maria Rosaria Boccia, imprenditrice salita alle cronache per l’affaire con l’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Dapprima, Report aveva mandato in onda l’audio del litigio tra Sangiuliano e la moglie, con annessa confessione del tradimento, registrato dalla Boccia. Ma per Ranucci nessuna conseguenza: la multa inflitta alla trasmissione dal Garante era stata annullata e a giudizio sono finiti solo la mancata consulente per i grandi eventi del ministro e il giornalista Carlo Tarallo di Anteprima24. Ben peggiore la figuraccia legata ai messaggi che il conduttore ha scambiato con la Boccia. Insulti al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, e al giornalista Massimo Giletti, accusati di far parte di una fantomatica «lobby gay di destra» insieme all’ex 007 Marco Mancini, Alfonso Signorini e un misterioso signor B. Apperò. Le amicizie del “giusto” Ranucci, l’uomo sempre pronto a criticare quelle altrui...

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