Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, è "incredulo" e "indignato" per l’assenza di Giorgia Meloni al vertice Ue-Balcani in Montenegro. Per l’esponente dem si tratterebbe di un "gigantesco danno" per l’Italia e di un "vuoto della nostra politica estera"."Davvero, non so se essere più incredulo o più indignato. Siamo di fronte a un gigantesco danno nei confronti del nostro Paese, probabilmente frutto di una ripicca della nostra premier che, all’improvviso, si scopre marginalizzata in Europa", ha attaccato Provenzano in un colloquio con Repubblica.
Secondo il dirigente Pd, Francia, Germania e Gran Bretagna starebbero rilanciando trattative con Mosca e spingendo per un’adesione accelerata dell’Ucraina all’Ue, tagliando fuori l’Italia. "Si stanno discutendo questioni strategiche per il nostro Paese… È gravissimo che l’Italia non sia in prima fila. Meloni, invece di fare l’offesa, dovrebbe fare politica", ha aggiunto.
Provenzano ha definito l’assenza "emblematica di un vuoto di strategia più generale", sostenendo che sia crollata "l’impalcatura trumpiana" di Meloni e che la premier sia "incapace di reinventarsi una politica". Ha inoltre sottolineato le divisioni interne al governo tra Tajani e Crosetto, tirando in ballo anche Salvini."Il problema non è il ritardo dell’aereo dalla Calabria ma il ritardo con la Storia", ha sentenziato con il solito tono da professorino saccente.L’ennesimo attacco pretestuoso del Pd, che usa ogni vertice per lamentarsi e dipingere Meloni come isolata. Provenzano predica di stare "nella carrozza di testa" come ai tempi di Draghi, ma dimentica che l’opposizione è ancora ferma alla solita propaganda anti-governativa invece di fare proposte serie.




