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Giorgia Meloni e Trump al vertice ad Ankara: "Non gelida, di più". Filtrano voci pesantissime

di Roberto Tortora martedì 7 luglio 2026

2' di lettura

Tra Donald Trump e Giorgia Meloni ormai è gelo. E il vertice Nato di Ankara rischia di trasformarsi nel summit delle tensioni personali. Sul tavolo ci saranno i dossier sulla sicurezza, il fianco Sud dell'Alleanza e l'aumento delle spese militari, ma fuori dalle riunioni riflettori puntati sull'incrocio tra il premier italiano e il presidente degli Stati Uniti, dopo lo scontro esploso nei giorni successivi al G7.

Tre giorni fa la premier aveva contattato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, padrone di casa del summit, chiedendogli di organizzare le sessioni nel modo più tecnico possibile. L'obiettivo era evitare che la riunione si trasformasse nell'ennesimo ring tra il presidente americano e gli alleati europei, già finiti nel mirino di Trump perché ritenuti poco generosi sulle spese per la difesa. Anche i tempi del vertice sono stati ridotti al minimo.

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Erdogan mantiene ottimi rapporti sia con Trump sia con Meloni, ma la situazione resta delicata. Dopo quella telefonata, infatti, il presidente americano ha affidato ai social un nuovo attacco contro la premier, accompagnato da una velata stoccata misogina, parlando di "ordine restrittivo" contro la premier italiana. 

Per questo il protocollo starebbe predisponendo accortezze ancora più rigide per evitare momenti di imbarazzo. A Palazzo Chigi la linea non cambia. Meloni ha sentito i ministri più vicini e ha confermato quanto annunciato dopo il G7: "Non ci saranno più risposte". Replicare ancora, è la convinzione della premier, significherebbe alimentare una polemica che qualcuno vuole tenere viva a tutti i costi. Nel frattempo, però, non sono mancati contatti riservati con lo staff della Casa Bianca. Il rapporto con Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, resta un canale consolidato e nelle ultime ore sarebbe servito anche a chiarire il clima interno all'entourage del presidente americano, dove non mancherebbe irritazione per l'ultima uscita di Trump. Secondo quanto filtra, il presidente avrebbe vissuto come un affronto anche il video con cui Meloni aveva replicato alle sue provocazioni, rivendicando che "gli italiani e io stessa non imploriamo mai".

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Da lì la frattura sarebbe diventata soprattutto personale. Alla cena ufficiale, tuttavia, non sono previsti faccia a faccia. Meloni non siederà al tavolo di Trump e, assicurano dal suo staff, "non sarà gelida… di più". Il premier concentrerà il suo intervento sulle priorità italiane: maggiore attenzione al fianco Sud della Nato, tutela delle infrastrutture strategiche e un piano per portare in tre anni le spese per la difesa al 3,5% del Pil.

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