«Dal superbonus al superalbergo. Si vede che Giuseppi per gli immobili non è tagliato». Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia – dopo essere stato capogruppo adesso è presidente della commissione Affari esteri di Palazzo Madama – a proposito dell’attivismo immobiliare del leader del M5S la butta sull’ironia. Ma non troppo.
Tra audizione in commissione Covid e i rapporti con il rappresentante di Donald Trump, Paolo Zampolli, non è un buon momento per Conte.
«Iniziamo col dire che dopo tutto quello che ha combinato col superbonus io un albergo da Conte non lo comprerei mai».
Ciò premesso?
«Ciò premesso da una forza politica nata con l’indice puntato, e che ha fatto dell’insulto sistematico, della cultura del sospetto e della lotta al conflitto di interessi la sua teologia, qualche spiegazione è doverosa».
Conte non è libero di incontrare Zampolli?
«Liberissimo, ma di cosa hanno parlato? Fatti loro? Mica tanto. Chi di morale ferisce, di morale perisce. L’ex premier spieghi. In ogni caso non creda di passarla liscia, ci ricorderemo tutto e restituiremo tutto».
Peraltro i presunti affari immobiliari con Zampolli si inseriscono nel dibattito sulla politica estera per la leadership del “campo largo”.
«Conte si sta distinguendo per il suo spirito anti-occidentale, ha detto che sulla guerra in Ucraina parla lui con Putin e adesso si scopre che va a pranzo con Zampolli, uomo di fiducia di Trump. Un fatto inquietante».
E oggi tocca all’audizione in commissione Covid.
«Il punto è questo: Conte e il M5S hanno sempre fatto i puri, più puri che non si può. Poi arrivano il superbonus, le mascherine e le presunte trattative immobiliari. Loro per molto meno fanno deduzioni e congetture di ogni tipo sugli altri. Direi che quella di Conte è una purezza alla Ranucci. E che più che l’avvocato del popolo sia il “paladino” di Olivia. Lo chiamerò Braccio di ferro».




