Xhaka shock. Il capitano della Svizzera ha ammesso di aver comprato un falso certificato di vaccinazione contro il Covid durante la pandemia. Una confessione che riapre una vicenda finita ora sotto la lente della Procura di Lucerna e che porta anche alla sua rinuncia ai prossimi impegni con la Nazionale. Il centrocampista del Sunderland salterà infatti la trasferta contro la Macedonia del Nord e le due partite interne contro Slovenia e Macedonia del Nord.
È stato lo stesso 33enne a rompere il silenzio con un messaggio sui social. Xhaka ha raccontato di aver vissuto quel periodo con "forti dubbi" e una "profonda sfiducia" nei confronti del vaccino. Paure e incertezze che, secondo il suo racconto, lo portarono a scegliere la strada sbagliata. "Ho acquistato un certificato di vaccinazione, invece di chiarire i miei dubbi attraverso i canali previsti", ha scritto. E oggi riconosce senza giri di parole l'errore: "È stato un errore. Mi dispiace. Mi assumo la responsabilità di questa decisione". Xhaka ha anche assicurato che collaborerà con le autorità e che è pronto a fare piena luce sui fatti.
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"Daspo per sempre". Anche Adriano Panatta, ospite della Domenica sportiva su Rai 2, commenta il caso di Torino...Per il calciatore, però, la vicenda non si chiude con la confessione. La Procura di Lucerna sta indagando per sospetta falsificazione di documenti e ottenimento fraudolento di falsi certificati. Xhaka dovrà comparire davanti ai magistrati all'inizio di ottobre, il giorno 6, quando verrà interrogato sulla vicenda. Sul piano giudiziario, in caso di responsabilità accertata, il giocatore rischia una multa pesante e fino a cinque anni di carcere. L'ipotesi di una condanna alla detenzione, però, è considerata estremamente improbabile. Intanto è arrivata la conseguenza immediata sul campo: Xhaka non sarà con la Svizzera. Una storia di cinque anni fa torna così a pesare sulla sua carriera internazionale.




