Ignazio La Russa spiega cosa è successo a Marcinelle. "Ho preferito ignorare quella manifestazione di intolleranza per non turbare la sacralità della ricorrenza e di quel luogo. E poi non intendevo mescolare l'incarico che avevo ricevuto di leggere le parole del presidente della Repubblica con la bassa e strumentale polemica politica che stavano mettendo in atto", spiega in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, parlando delle contestazioni durante la sua visita a Marcinelle.
"Oggi - aggiunge - però non sono a Marcinelle e sento di poter parlare più liberamente: l'atto di girarsi di spalle mentre leggevo il messaggio del capo dello Stato è stata la massima mancanza di rispetto per il luogo e il momento da parte della Cgil. A Landini vorrei rivolgere un consiglio non richiesto. Prima di fare affermazioni categoriche, come dire che chi ha denunciato la volgare protesta fosse vittima di un colpo di sole, dovrebbe guardare bene chi è a portata di orecchio di certi commenti e di certe risatine. Intendo dire che diversi parlamentari, oltre a una persona vicina a FdI e che ha un incarico in Senato, erano seduti vicino a Landini e - prosegue La Russa - hanno ascoltato certe parole sue e di chi gli era vicino: commenti volgari, mentre parlavo io, e anche sessisti, mentre parlava la vicepresidente dell'europarlamento Antonella Sberna, esponente di FdI, a cui pure hanno ostentatamente mostrato le terga. Parole che mi sono state riferite e io non le divulgo di sicuro. Mi auguro non siano state registrate. Sarebbe davvero imbarazzante per chi le ha pronunciate". "C'è chi utilizza l'argomento dell'antifascismo in modo strumentale, ai fini della battaglia politica. Forse in mancanza di argomenti più solidi" conclude il presidente del Senato.




