Che la leader dei Conservatori britannici avesse un debole per Giorgia Meloni, l’aveva rivelato lei stessa: a dicembre Kemi Badenoch pubblicò sui suoi profili social un carosello di foto dopo essere stata ospite di Atreju, la manifestazione dei giovani di Fdi, definì la presidente del Consiglio «una forza della natura» e ammise che le due sono «WhatsApp buddies», grandi amiche sempre in contatto via messaggio, unite dall’interesse per il filosofo Roger Scruton.
Ieri ha rilanciato con un altro post e nuove foto scattate lunedì mattina a Roma: si sono date appuntamento per un caffè, una conversazione di un’ora che Badenoch ha voluto condividere con un paio di messaggi chiari.
LO SCAMBIO
Il primo: «C’era una volta – ha scritto – l’economia italiana in difficoltà. Oggi il costo del debito dell’Italia è più basso di quello britannico. Mercati e investitori hanno più fiducia nell’Italia di Meloni che nella Gran Bretagna governata dai laburisti». I Tories scendono quindi a Roma per prendere appunti su come sistemare le cose in casa. «È una donna diretta, concreta, che non usa mezzi termini, sa in cosa crede e non arretra sulle proprie posizioni. Ha restituito fiducia all’Italia, ha riportato nel Paese chi crea posti di lavoro e ha dimostrato che cosa può ottenere un serio governo di centrodestra», ha continuato Badenoch, che per l’occasione indossava un lungo abito bianco che alcuni utenti hanno ironicamente apprezzato: una toga, più che mai adatta per la trasferta romana.
Ha quindi ricordato che Meloni è a un passo dal diventare il capo del governo più longevo della storia repubblicana italiana, a dispetto di chi l’aveva data per spacciata «sostenendo che non sarebbe durata neppure sei mesi».
Una tenuta che sta venendo meno Oltremanica, dove a luglio si è insediato con il nuovo leader laburista Andy Burnham il settimo primo ministro in dieci anni. La stabilità è necessaria per rimettere sulla giusta strada una nazione e allora ecco il secondo messaggio di Badenoch: «Volevo capire come ci sia riuscita, perché dopo il governo laburista la Gran Bretagna avrà bisogno esattamente dello stesso tipo di determinazione. E saranno i Conservatori a garantirla».
L’ultima frase è al momento un buon proposito ancora lontano dal concretizzarsi. Dopo la sconfitta alle elezioni del 2024 che ha posto termine a 14 anni di governi conservatori, i Tories hanno iniziato a fare i conti con l’avanzata di Reform UK di Nigel Farage, raggiungendo livelli molto bassi nei sondaggi (16% a inizio 2025) prima di ritrovare fiato proprio con il cambio di leadership, affidata a Badenoch. I tre partiti maggiori sono ora molto più vicini: i laburisti stanno beneficiando dell’effetto Burnham – che almeno in questo inizio appare più affidabile di Keir Starmer – e in alcune proiezioni sono tornati in testa; il partito di Farage sembra aver smarrito l’energia dei mesi scorsi, complici anche alcune tensioni interne che hanno portato alla sospensione di alcuni esponenti di spicco; i Conservatori sono tornati sopra il 20%.
LA PROSPETTIVA
Badenoch ha promesso che con lei a Downing Street il Regno Unito uscirà dalla Convenzione europea sui diritti umani per poter adottare misure più stringenti sull’immigrazione e ha garantito una revisione delle politiche ambientali approvate dai laburisti per non mettere a rischio la produzione industriale nazionale.
All’agenda politica si aggiunge una linea più liberista in campo economico per allentare il peso del welfare state.
Resta da capire se basterà per recuperare l’elettorato deluso che guarda a Farage o se occorrerà turarsi il naso e stringere un’alleanza con Reform UK se dalle prossime urne dovesse uscire un parlamento senza una maggioranza chiara, come auspica ad esempio il tabloid Daily Mail.
Su questo aspetto c’è un giallo: la britannica ha affermato che la premier le avrebbe sconsigliato qualsiasi patto con Farage, ma ieri in serata da Fdi hanno precisato che il suggerimento non è mai arrivato: la premier «che non ha alcun motivo di ostilità verso il movimento di Farage» ha rinnovato stima e amicizia, «ma ribadisce di non essere entrata e di non voler entrare in dinamiche politiche nazionali e nei rapporti tra partiti britannici». Si chiariranno su WhatsApp?




