Vanno d'accordo su poco o nulla, nel Campo largo. Dalle armi all'Ucraina al "pacifismo", dall'Ue alla Nato, per finire con le alleanze con i centristi, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra preferiscono tacere e glissare, rinviando il problema, perché se affrontassero ora determinate questioni il rischio di arrivare divisi alle elezioni politiche sarebbe altissimo.
Su un punto, però, sembrano aver trovato la quadra. E non è una buona notizia: secondo il Fatto quotidiano, il giornale diretto da Marco Travaglio assai vicino a Giuseppe Conte di cui di fatto è house organ (se non addirittura suggeritore nemmeno tanto occulto) i due partiti avrebbero trovato una intesa sulla patrimoniale.
Già, la famigerata tassa per i super ricchi tanto cara a Bonelli, Fratoianni e pure Elly Schlein su cui Conte, fin qui, aveva abbozzato intuendone le insidie in campagna elettorale. Ora, però, l'ex premier avrebbe cambiato idea di fronte alla proposta di tassare chi possiede più di 100 milioni di euro.
La platea sarebbe ridotta: duemila persone. Una riduzione rispetto alle mire di Avs e dem, ma un segno di buona volontà. "A settembre discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale", aveva avvisato qualche giorno fa Elly intervistata da Milano Finanza. Anche per la segretaria dem, insomma, non paiono esserci limiti di sorta. L'unico argine alla coalizione delle tasse pare essere Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che forse anche per questo è visto come il fumo negli occhi da Conte, Schlein e rossoverdi.