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Se Grillo si scaglia contro Giuseppi

Beppe Grillo, il padre del Movimento che poi si è fatto sfilare da Giuseppe Conte e da tutti gli altri parlamentari che l’hanno tradito, passa di nuovo all’attacco
di Andrea Vallelunedì 14 settembre 2026
Se Grillo si scaglia contro Giuseppi

2' di lettura

Beppe Grillo, il padre del Movimento che poi si è fatto sfilare da Giuseppe Conte e da tutti gli altri parlamentari che l’hanno tradito, passa di nuovo all’attacco. Sul suo profilo WhatsApp ieri pomeriggio alle 16.41 è comparso un nuovo “stato”: una foto modificata dello storico logo del partito che è diventato “Movimento zero stelle”. Un’altra stoccata prima dell’appuntamento al podcast di Fedez (Pulp Podcast), lunedì 21, in cui sono attese novità politiche.

Una su tutte, ovviamente: Grillo si presenterà alle prossime elezioni politiche? La mossa ruberebbe senz’altro una percentuale - da vedere quanto grande - all’elettorato dei 5Stelle deluso dalla linea di Conte, che nei sondaggi resta inchiodato all’11-12%, poco più della metà del Pd di Elly Schlein che pure al 20% non gode di grande salute. Il secondo elemento di interesse è legato all’eventuale simbolo col quale il comico genovese si presenterebbe alle elezioni: Grillo è andato per carte bollate nel tentativo di riprenderselo, e questo inevitabilmente rosicchierebbe altri voti a Conte. Il quale, ieri alla festa del Fatto Quotidiano - a Marina di Pietrasanta - ha dichiarato, serafico: «Beppe Grillo sarà ospite di Fedez il 21 settembre? Grillo vada dove vuole, dica ciò che vuole».

Conte ha parlato di Grillo anche rispondendo a una domanda su Alessandro Di Battista, appena trasportato a Roma dopo il grave malore che l’ha colpito a Cuba: «Se non ci fosse stato il “sì” al governo Draghi», questa la domanda, «Di Battista sarebbe ancora nel M5S?». Risposta: «Non posso fare previsioni, addirittura a ritroso nel passato ma sicuramente quello è stato un passaggio particolarmente sofferto del Movimento 5 Stelle, io non ero ancora leader, è stato gestito direttamente da Grillo che venne a Roma e prese la situazione in mano e poi ci fu questa votazione. Quello che mi colpì è stato il quesito. Insomma il quesito formulato in modo molto suggestivo e forse anche questa è una delle ragioni, da quando sono diventato leader, per cui pretendo assolutamente che i quesiti sottoposti alla base siano formulati in modo chiaro, trasparente e non suggestivo ».