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Kimi conquista anche la Spagna

di Paolo Macartilunedì 14 settembre 2026
Kimi conquista anche la Spagna

3' di lettura

Sul circuito madrileno ribattezzato MadRing - gioco di parole che sta per pista pazza - si è materializzata la gara più soporifera e noiosa dell’anno, senza sorpassi e senza emozioni, vivacizzata dall’ottava vittoria di quel formidabile Peter Pan che risponde al nome di Kimi Antonelli. Questa volta il 20enne bolognese ha vinto da furbo stratega, indovinando il pit-stop giusto dopo l’entrata della Virtual Safety Car al 14° giro, rimanendo tranquillo alle spalle di Charles Leclerc per 40 giri e approfittando dell’ennesima scelta sbagliata della Ferrari. Nell’attimo fatale della Virtual, il box di Maranello ha sbagliato tutto: non ha effettuato la sosta come tutte le altre monoposto in testa, ha tenuto in pista il monegasco con gomme hard sperando in una seconda Virtual Safety Car che non c’è stata e lo ha così condannato a un mesto quarto posto finale, giù dal podio. Dopo la lunga ma inutile leadership Leclerc è arrivato alle spalle di Verstappen e di un Norris beffato a sua volta al termine di un week-end quasi perfetto.
Ma chi vive sperando finisce perdendo: Leclerc sembra il Paperino della Formula 1 e ha chiuso per l’ennesima volta una gara illusoria finita senza il sorriso. C’è ancora da chiedersi perché mai la Ferrari, che aveva perso subito Hamilton per problemi ai freni sulla sua SF-26, non abbia azzeccato neppure stavolta la strategia giusta, accade sempre quando capita qualcosa di improvviso in pista. Ormai è la quarta forza del mondiale visto che, ancora una volta, è arrivata dietro a Mercedes, McLaren e Red Bull.

AZZURRO SPIETATO
Ma veniamo al lato esaltante di questa domenica madrilena che porta la gioiosa firma di Antonelli, non perfetto in qualifica ma spietato nell’approfittare delle debolezze degli avversari e sempre più sicuro in testa a un mondiale che comanda con 81 punti di vantaggio sul compagno di Mercedes, Russell. Un pilota, l’inglese, con il morale sotto i tacchi e che dovrebbe andare dall’analista per capire cosa ha più di lui Kimi. Mai un italiano si era imposto nel gran premio di Spagna e Kimi potrà ora controllare, a nove gare alla fine del mondiale, il distacco sul compagno di team, non su Hamilton visto che nessuno spera più che Sir Lewis possa rientrare in lizza per l’iride. Kimi, oltre che bravo e maturo per diventare il terzo italiano a vincere un titolo piloti dopo quelli paleolitici di Ascari e Farina, si è dimostrato alla fine anche onesto: «Sono stato sinceramente fortunato nel momento della Virtual Safety Car, dal box sono stati lesti a chiamarmi dentro per il cambio gomme. Invece Norris, in testa, era già passato e non ha potuto effettuare il pit stop. Meritava lui di vincere».

Uscendo dal paddock quando le prime luci della sera spegnevano il cielo sopra Madrid, Leclerc era invece il ritratto della malinconia: «Speravo in una Safety alla fine ma la SF-26 è impegnativa per noi piloti anche dal punto di vista fisico. Dove soffriamo? In velocità e nelle qualifiche del sabato». Mentre il team manager di Maranello, Vasseur, dopo quattro gran premi senza neppure salire sul podio, ha parlato di «una grande gara». Sic. La Formula 1 torna ora tra due settimane a Baku, con il GP dell’Azerbaigian mentre a fine mese Imola saprà con certezza se sostituirà il Qatar e il Abu Dhabi per ospitare a dicembre il secondo gran premio italiano.