Dopo la gita in quel di Cuba, Ilaria Salis opta per un altro Paese democratico. Quale? La Cina di Xi Jinping. Sui suoi social, l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra motiva la sua fuga a Pechino parlando di temi cruciali quali lo sviluppo tecnologico, la transizione verde, le relazioni internazionali, la lotta contro la povertà e le disuguaglianze. In Cina. Immancabile poi la critica agli Stati Uniti e agli atlantisti "di casa nostra". Come il M5s, anche Ilaria Salis guarda verso Oriente.
"Ni hao! Sono arrivata a Pechino insieme a una delegazione di @Left_EU - ha spiegato Ilaria Salis in un post pubblicato su X -. Nei prossimi giorni avremo l’occasione di confrontarci su alcune delle grandi sfide del nostro tempo: dallo sviluppo tecnologico alla transizione verde, dalle relazioni internazionali alla lotta contro la povertà e le disuguaglianze. Temi fondamentali sui quali è necessario rafforzare il dialogo e la cooperazione tra #Europa e #Cina, anziché innalzare nuove cortine di ferro, come vorrebbero gli Stati Uniti d’America e gli atlantisti di casa nostra. Civiltà ecologica, multilateralismo, prosperità condivisa – terreni di confronto su cui provare a costruire un futuro comune, in un mondo sempre più in fiamme".
Ni hao! Sono arrivata a Pechino insieme a una delegazione di @Left_EU. Nei prossimi giorni avremo l’occasione di confrontarci su alcune delle grandi sfide del nostro tempo: dallo sviluppo tecnologico alla transizione verde, dalle relazioni internazionali alla lotta contro la povertà e le disuguaglianze. Temi fondamentali sui quali è necessario rafforzare il dialogo e la cooperazione tra #Europa e #Cina, anziché innalzare nuove cortine di ferro, come vorrebbero gli Stati Uniti d’America e gli atlantisti di casa nostra. Civiltà ecologica, multilateralismo, prosperità condivisa – terreni di confronto su cui provare a costruire un futuro comune, in un mondo sempre più in fiamme.
— Ilaria Salis (@SalisIlaria) October 25, 2026




