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Non è l'arena, Alessandro Sallusti a Giletti: "Putin str***o, la terza volta glielo dico"

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Nuovo duro confronto tra Alessandro Sallusti e Massimo Giletti a Non è l'Arena. Negli studi di La7 va in onda il "secondo round" 7 giorni dopo che il direttore di Libero aveva abbandonato la trasmissione in polemica con il viaggio a Mosca del conduttore, vittima inconsapevole della propaganda russa. 

 

 

 

Giletti mostra a Sallusti una sua vecchia intervista all'ex premier ucraino in esilio Azarov, che denunciava come la rivoluzione di Maidan fosse in realtà "un golpe americano targato Obama". "Anche tu hai fatto propaganda, oppure hai raccolto com'è giusto la loro visione? L'hai ascoltato e gli hai fatto delle domande perfette", spiega Giletti difendendo così anche le proprie interviste ai putiniani Solovyev e Zakharova. "Mica hai detto a Putin str***o, che ca***o fate!". 



"Putin str***o, la terza volta glielo dico": Sallusti contro Giletti, guarda il video di Non è l'Arena

 

"Non gli ho detto str***o - ribatte Sallusti - perché in quel momento non ha ammazzato 30mila civili a sangue freddo. Anche a me come a te interessava sapere le sue risposte. In quel momento lui non dava ordine di sparare sui civili". "Ma aveva già dato ordine di ammazzare in Georgia e in Cecenia. Forse noi occidentali abbiamo chiuso gli occhi", contesta ancora Giletti. 

 

 

 

"Se tu dici che il problema è che Putin ammazzava anche prima, tu continui a cercare di capirlo, io la terza volta che ammazza gli dico adesso non ti ascolto più e ti dico che sei uno str***o. Punto". "Io non voglio capirli, io voglio ascoltare le loro posizioni e voglio finire la guerra. Se continuiamo ad armare, armare e armare andremo avanti all'infinito". "Ma non è facendo dire dalla Zakharova che noi italiani siamo il problema che questa guerra finisce. Tu stai facendo dire ai russi che il problema siamo noi. Per una volta che non lo siamo, andiamo orgogliosi di non essere noi il problema". 

 

 

 

 

"Ma anche noi occidentali abbiamo la responsabilità di aver chiuso gli occhi in Ucraina, no?". "Io mi occupo di un'altra cosa: loro possono venire qui a dirci che siamo dei criminali, tu non puoi andare da loro a dire che sono altrettanto criminali. Devi stare molto buono, altrimenti si arrabbiano. Possono insultarci gratis e noi dobbiamo stare zitti. Io invece non sono stato zitto e gliel'ho detto".

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