(Adnkronos) - Un dato per Manfredi e' certo. "La nostra e' una battaglia. Perche' fare un museo d'arte contemporanea a Casoria non e' la stessa cosa che farlo a Varese o a Verona, o in un altro posto. Quando-sottolinea Manfredi- il ministro Ornaghi, che non conosciamo e non si fa vedere, dice che un museo si deve mantenere attraverso gli sponsor privati, dice una verita': ma se sto a Varese o Firenze ci riesco. Qui e' diverso. Noi ci confrontiamo con una realta' sociale terribile". "Il nostro museo- aggiunge- vive in quello che Saviano ha definito il triangolo di Gomorra. Abbiamo organizzato delle mostre sulla camorra e il giorno dopo ci sono arrivate delle telefonate minatorie. Ma cio' che noi combattiamo e' la mentalita' camorristica. Il mio terrore e' quello di essere lasciato solo". Eppure qualcuno e' intervenuto. Senza pero' risultati in grado di cambiare le cose. "Il Presidente della Repubblica - dice il direttore del Cam- mi ha risposto un anno e mezzo fa, coinvolgendo il ministro dei Beni Culturali, il quale a sua volta chiamo' in causa le diverse Istituzioni locali. Ma nulla e' cambiato", conclude Manfredi.




