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Salute: lo studio, 1 infartuato su 4 perde il lavoro entro 12 mesi dal rientro

9 Gennaio 2018

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Roma, 9 gen. (AdnKronos Salute) - Un lavoratore infartuato su 4 abbandona il lavoro, volontariamente o meno, entro 12 mesi dal rientro in azienda. E' quanto emerge da un'indagine pubblicata su Jacc e condotta da Laerke Smedegaard, della Herlev & Gentofte University di Hellerup (Danimarca) su 22.394 infartuati, che ha evidenziato come il 24% finisca per abbandonare del tutto il lavoro entro il primo anno della ripresa dell'attività.

"Una disoccupazione di ritorno che andrebbe studiata maggiormente - sottolineano gli esperti - analizzando nel dettaglio quali sono i motivi precisi che spingono queste persone ad allontanarsi dal proprio lavoro precedente e, in certi casi, ad allontanarsi dall'intero mercato del lavoro". "Il fatto di riuscire a mantenere il proprio posto di lavoro dopo un infarto è un fattore importante per la qualità di vita, per l'autostima e per la stabilità economica dell'infartuato", osserva Smedegaard, che aggiunge: "La riabilitazione cardiaca successiva ad un infarto dovrebbe puntare anche ad aiutare i pazienti a mantenere le proprie capacità lavorative a lungo termine". "Questi dati devono farci riflettere - commenta in una nota Carola Adami, fondatrice e Ceo della società di ricerca e selezione del personale di Milano Adami & Associati - Se ormai da anni si parla dell'accumulo di stress tipico di certe professioni come ulteriore fattore di rischio di infarto, ora dobbiamo iniziare a pensare non solo alle cause, ma anche agli effetti che un infarto può avere sulla vita professionale di una persona".

Da recenti studi emerge inoltre come negli ultimi anni l'età media delle persone colpite da infarto si sta via via abbassando: in base ad una ricerca condotto su circa 4 mila pazienti dalla Cleveland Clinic, l'età media si è abbassata dai 64 ai 60 anni, con una casistica sempre più ampia al di sotto dei 50 anni. Un abbassamento dell'età - sottolineano gli esperti- che, tra le altre cose, porta anche ad un progressivo aumento degli infarti in età lavorativa.

"Un infarto segna profondamente la vita di un individuo, anche dal punto di vista professionale - ricorda Adami - e in molti casi gli infartuati hanno delle concrete difficoltà a proseguire normalmente la propria carriera lavorativa. Non è infatti raro incontrare persone che, ad un anno o due dall'infarto, sono state costrette a cambiare totalmente lavoro o, nel peggiore dei casi - conclude - a ritirarsi completamente".

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