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IL DECALOGO

Bambini sovrappeso e vacanze:
le 10 regole per affrontarle bene

Nel nostro paese 1 bambino su 5 ha problemi di peso, una condizione da non sottovalutare anche perché può condurre a disturbi del comportamento alimentare e a essere vittime di bullismo

22 Luglio 2018

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Professoressa Susanna Esposito

Professoressa Susanna Esposito

Stando agli ultimi dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (2015-17) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia è ‘maglia nera’ in Europa con il 21 per cento di bambini in sovrappeso oppure obesi. Si tratta, in altre parole, di una condizione che riguarda 1 bambino su 5, e al sud la situazione peggiora: la percentuale nelle regioni del Meridione sale fino al 35 per cento. Tuttavia, nonostante i tassi elevati di obesità, i bambini obesi e in sovrappeso nel nostro Paese sono diminuiti del 13 per cento in meno di dieci anni, secondo quanto rilevato dal Sistema di Sorveglianza Okkio alla salute, promosso dal ministero della Salute/Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ccm) coordinato dall’Istituto superiore di sanità.

“L’obesità in età pediatrica è un campanello d’allarme che i genitori non dovrebbero mai sottovalutare – avverte la professoressa Susanna Esposito, ordinario di pediatria all’Università degli studi di Perugia e presidente dell’Associazione mondiale per le malattie Infettive e i disordini immunologici (Waidid) - L’obesità, infatti, rappresenta un importante fattore di rischio di malattie croniche e, se presente in età pediatrica, si associa ad una più precoce insorgenza di patologie tipiche dell’età adulta come ipertensione, cardiopatie e diabete di tipo 2. La prevenzione è fondamentale per contrastare la diffusione del fenomeno. La diminuzione dei casi registrata negli ultimi anni è da ricondurre, infatti, all'enorme sforzo dei singoli paesi, Italia compresa, nella prevenzione e nel controllo dell'obesità”.

L’obesità infantile è anche un fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare (Dca) ed è spesso associata al dilagante fenomeno del bullismo.“L’obesità in età pediatrica – interviene la dottoressa Laura Dalla Ragione, psichiatra, direttore della rete DcaUsl 1 Umbria – è spesso legata a episodi di bullismo, spauracchio di ogni genitore, che oggi si manifesta sempre più precocemente, anche dai 6 anni in poi: il peso e l’aspetto fisico sono il primo motivo per essere bullizzati. L’obesità nei primi anni di vita è anche un fattore di rischio per i disturbi del comportamento alimentare in adolescenza e anche prima. Chi da bambino, infatti, è stato obeso o in sovrappeso ha più probabilità in età adolescenziale e adulta di sviluppare l’anoressia o la bulimia. Non da ultimo, l’obesità in età pediatrica è un predittore certo dell’obesità da adulto; per questo motivo è importante prevenire sin dalla giovane età e, nei casi conclamati, intervenire sulla patologia con un trattamento integrato, basato su un approccio psiconutrizionale e familiare”.

E in estate, complici il relax e l’aria di vacanza, l’attenzione a cibi e bevande e alle relative quantità che bambini e ragazzi assumono può diminuire, con la conseguenza di peggiorare il problema, soprattutto in coloro che hanno la tendenza al sovrappeso. “L’estate – sottolinea Esposito - dovrebbe essere il momento ideale per ridurre le calorie ai pasti e iniziare nuovi sport ma spesso si associa ad uno stravolgimento delle sane abitudini nell’alimentazione e nel ritmo sonno-veglia, soprattutto tra i bambini in età prescolare e scolare. Raccomandiamo, in generale, di ridurre al minimo le bevande zuccherate e gassate, gelati e merendine, aumentando invece  il consumo di frutta e verdura e, naturalmente, di acqua”. (MATILDE SCUDERI)

IL DECALOGO PER MANGIARE BENE IN ESTATE

1.   Bere molta acqua: si raccomanda il consumo di 1 litro al giorno fino a 10 kg di peso del bambino, 1 litro e mezzo tra 10 e 20 kg e 2 litri e più dai 30 kg in su

2.   Non abbandonare l'abitudine alla prima colazione (magari ritardandola un po’) e prediligere dolci fatti in casa o prodotti da forno, latte, yogurt, marmellata, macedonie o ghiaccioli di frutta fatti in casa e centrifugati

3.   Rispettare il più possibile gli orari di pranzo, merenda e cena, limitando l’intermezzo di inutili e dannosi fuoripasto. Anche quando si pranza in spiaggia con i più grandicelli, mantenere il giusto e sano apporto di carboidrati o proteine senza esagerare con le quantità.  Con i più piccolini evitare di farli mangiare sotto l’ombrellone e di tenerli in spiaggia nelle ore più calde (11-17) per evitare il rischio di colpi di sole e di calore

4.   Dopo i pasti attendere 2 ore prima di fare il bagno

5.   Mantenere un'alimentazione varia ricca di frutta di stagione e verdura. Limitare gli alimenti precotti o impanati e preferire alimenti freddi e leggeri. Un'alimentazione corretta prevede nell'arco di una settimana un consumo di: carne, pesce e legumi almeno 3-4 volte mentre formaggi, affettati e uova 1-2 volte

6.   Lavare bene frutta e verdura: la scarsa igiene è spesso causa di salmonellosi, un'intossicazione caratterizzata da sintomi quali nausea, vomito, dolori addominali, diarrea e febbre

7.   Fare attenzione al pesce e ai molluschi crudi: il pesce crudo può essere portatore di un parassita, l'Anisakis, nocivo per l'essere umano perché può causare manifestazioni gastrointestinali - simili a volte a quelle dell'ulcera peptica e a quelle dell'appendicite - o reazioni allergiche
8.   Sì ai gelati artigianali, ma meglio consumarli in posti conosciuti: i derivati di uova crude come gelati e dolci alla crema sono alimenti responsabili delle intossicazioni da Staphylococcus aureus

9.   Non consumare cibi avanzati, soprattutto precedentemente riscaldati al sole o rimasti a temperatura ambiente per più di 1 o 2 ore

10. Fare sport: l'attività fisica è fondamentale per prevenire il sovrappeso, l'obesità e le malattie cardiocircolatorie; approfittare dell’estate per ridurre il tempo della Tv e dei videogiochi.

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