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EASD/16

Al tappeto le cellule ripara-vasi
per colpa degli sbalzi di glicemia

Gli sbalzi glicemici non fanno bene al paziente e sono nocivi per i suoi vasi. Le glicemie più ‘ballerine’ si associano infatti ad un maggior rischio vascolare anche se i meccanismi alla base di questo fenomeno non sono del tutto chiari

10 Ottobre 2018

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Al tappeto le cellule ripara-vasiper colpa degli sbalzi di glicemia

Il diabete mellito è caratterizzato da un’alterazione dei meccanismi di riparazione vascolare, causati da una ridotta capacità rigenerativa delle cellule progenitrici endoteliali (EPCs), cellule staminali di origine midollare che provvedono a sostituire le cellule endoteliali danneggiate o apoptotiche (morte). La riduzione delle EPCs può rappresentare uno dei meccanismi che determinano l’elevato rischio vascolare tipico del diabete mellito. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la variazione dei livelli circolanti di EPCs in una popolazione di giovani adulti con diabete di tipo 1, seguiti un periodo di 2 anni. “A tale scopo – spiega la dottoressa Maria Ida Maiorino dell'Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, una dei giovani ricercatori italiani presenti all’Easd grazie ad un travel grant della Società Italiana di Diabetologia SID – abbiamo utilizzato i dati del Management and Technology for Transition (METRO), uno studio osservazionale longitudinale di pazienti con diabete di tipo 1 in transizione dalla clinica pediatrica, al centro di cura del diabete dell’adulto. Questo centro è attivo dal 2012 presso l’Unità di Diabetologia dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ di Napoli”.

La popolazione in studio ha incluso 204 pazienti con diabete di tipo 1 di età compresa tra i 18 e i 30 anni che avevano completato un follow-up di due anni: 84 erano trattati con infusione continua sottocutanea di insulina (CSII) e i restanti 120 erano trattati con iniezioni giornaliere multiple di insulina (MDI). I livelli circolanti di sette fenotipi di EPCs sono stati determinati mediante citometria a flusso, in base alla combinazione dei tre antigeni di superficie CD34, KDR e CD133 che caratterizzano tali elementi cellulari. Tutti i parametri clinici e biochimici di interesse, comprendenti gli indici di controllo glicemico e la variabilità glicemica, il profilo lipidico e la pressione arteriosa, sono stati raccolti al basale e dopo 2 anni. Al basale, i pazienti di entrambi i gruppi (CSII e MDI) erano ben bilanciati per caratteristiche demografiche e cliniche. Similmente, la conta cellulare di EPCs non era differente tra i due gruppi. Dopo 2 anni di osservazione abbiamo riscontrato una significativa riduzione di alcuni indici di variabilità glicemica come l’ampiezza media delle escursioni glicemiche giornaliere (MAGE) e la deviazione standard delle glicemie medie (BGSD) nel gruppo di pazienti trattati con pompa insulinica, ma non in quelli che assumevano l’insulina tramite iniezioni multiple. Tutti i fenotipi delle cellule progenitrici, eccetto le cellule CD34+CD133+, risultavano aumentati nel gruppo di pazienti trattati con microinfusore, con differenze significative rispetto al gruppo che seguiva terapia multi-iniettiva per quanto riguarda la conta cellulare CD34+, CD34+KDR+, e CD34+KDR+CD133+. Inoltre, nel gruppo di diabetici che usavano la pompa insulinica la variazione del MAGE e della BGDS correlava negativamente con la variazione dei livelli di EPCs, ma solamente il MAGE risultava come predittore indipendente dell’aumento della popolazione CD34+ e CD34+KDR+.

“In conclusione – spiega la dottoressa Maiorino – dopo 2 anni di follow-up, giovani pazienti con diabete di tipo 1 trattati con pompa insulinica mostravano un incremento dei livelli circolanti di EPCs, che correlavano con il miglioramento della variabilità glicemica. I nostri risultati mettono in relazione il miglioramento di alcuni marcatori emergenti di rischio vascolare, quali i livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali, con la riduzione delle oscillazioni glicemiche giornaliere, offrendo un’ulteriore prova dell’effetto dannoso delle variazioni quotidiane del glucosio sulla salute dell’apparato vascolare nel diabete tipo 1. In particolare, il nostro studio conferma nel lungo termine (2 anni) ciò che era già emerso in un periodo di osservazione più breve (6 mesi): ridurre la variabilità glicemica (nel nostro caso con l’infusione sottocutanea continua di insulina, che permette di regolare il fabbisogno insulinico in modo più flessibile) è importante per mantenere in salute il compartimento microvascolare dei nostri pazienti con diabete tipo 1, dei quali solo il 9 per cento presentava le complicanze micro-angiopatiche”.

Al momento tuttavia non è noto se il miglioramento dei livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali in giovani adulti con diabete tipo 1 possa ridurre il rischio di complicanze nel lungo termine. Ma è probabile che tale meccanismo possa essere alla base della riduzione del rischio di malattia coronarica (- 45 per cento) e di malattia cardiovascolare fatale (- 42 per cento) descritto in pazienti con diabete tipo 1 trattati con pompa insulinica. “Altri punti di forza dello studio – conclude la professoressa Katherine Esposito, ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Direttore dell’Unità di Programma di Diabetologia, Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ - riguardano la casistica studiata: si tratta di giovani adulti con diabete tipo 1 di età media 24 anni, una popolazione molto poco studiata e particolarmente a rischio di scarso controllo glicemico e insorgenza di complicanze microangiopatiche. Inoltre, lo studio ha usato metodologie innovative di riferimento per lo studio della variabilità glicemica (monitoraggio in continuo della glicemia per 14 giorni consecutivi) e dei livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali (citofluorimetria)”.

Change in circulation levels of endothelial progenitor cells in young adults with type 1 diabetes: a 2 year follow-up from the observational METRO study

Autori: M. Maiorino, G. Bellastella, M. Caputo, P. Cirillo, V. Pernice, M. Longo, K. Esposito; Department of Medical Surgical, Neurological, Metabolic, Sciences and Aging, University of Campania ‘Luigi Vanvitelli’, Napoli

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