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MEDIA TUTORIAL CELGENE

Cos'è l'artrite psoriasica?
"Sono sei malattie in una"

Un momento di formazione rivolto alla stampa pa Celgene per fornire una maggiore informazione sulla patologia e su questa classe particolare di pazienti oligoarticolari è cruciale per favorire una diagnosi e una cura precoci

30 Novembre 2018

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Cos'è l'artrite psoriasica? "Sono sei malattie in una"

Una patologia che colpisce 250 mila persone in Italia, di età compresa tra i 30 e i 50 anni e in egual proporzione tra uomini e donne. E si parla di una malattia e 6 manifestazioni cliniche, perché coinvolge diverse parti del corpo, sia a livello di articolazioni sia di cute. “Con le sue sei manifestazioni cliniche, l’artrite psoriasica (PsA) è una patologia molto complessa da diagnosticare e curare. Il coinvolgimento di diversi domini, che può presentarsi in modo eterogeneo nei pazienti affetti da PsA, rappresenta un aspetto fondamentale e spesso critico nella pratica clinica – spiega il professor Antonio Marchesoni, Dipartimento di Reumatologia, Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini – CTO, responsabile UO Artriti Croniche Sieronegative intervenendo durante una sessione di formazione promossa da Celgene, rivolta alla stampa, dedicata all’artrite psoriasica - Tra gli unmet need della gestione della patologia, emergono come prioritarie l'esigenza di una diagnosi corretta in fase precoce di malattia e la personalizzazione della terapia”.

In media quasi 1 paziente su 2 con artrite psoriasica presenta, agli esordi della malattia, la forma oligoarticolare. “L’artrite psoriasica oligoarticolare non è oligosintomatica. Il fatto che colpisca un numero limitato di articolazioni può portare erroneamente a considerarla una forma meno grave, sottovalutandola e sotto-diagnosticandola – spiega Roberto Caporali,  professore associato di Reumatologia, Università di Pavia e Responsabile Early Arthritis Clinic della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia - A torto, perché riguarda una quota significativa di pazienti, può avere manifestazioni cliniche importanti con un impatto rilevante sulla qualità di vita e può inoltre associarsi a comorbilità. Per questo, diagnosticarla correttamente e precocemente, valutando l’appropriato intervento terapeutico, rappresenta oggi una priorità nella cura della patologia”. Sono proprio i pazienti oligoarticolari quelli che più spesso rischiano di andare incontro a ritardi diagnostici. In queste fasi precoci, risulta, infatti, più difficile sia per il medico sia per il paziente identificare e misurare correttamente l’attività della malattia.

“In presenza di sintomi articolari (dolore e gonfiore alle articolazioni), i pazienti devono rivolgersi il prima possibile al proprio medico che potrà suggerire prontamente una visita specialistica da un reumatologo. Quelli che sperimentano, invece, per primi, sintomi e manifestazioni cliniche legati alla cute, devono rivolgersi al dermatologo. Il dermatologo, eventualmente coadiuvato da questionari validati in questo campo, che aiutano a identificare precocemente la componente articolare, indirizzerà poi il paziente al reumatologo – commenta Roberto Caporali - Una stretta collaborazione tra reumatologi e dermatologi è fondamentale sia per consentire una diagnosi precoce sia per una gestione efficace della patologia in tutto il suo decorso”. “La nostra missione è quella di offrire soluzioni terapeutiche efficaci e all’avanguardia per rispondere ai bisogni non soddisfatti più significativi e il nostro impegno si concentra anche sul diffondere la migliore comprensione delle malattie infiammatorie e autoimmuni - dichiara Jean-Yves Chatelan, amministratore delegato di Celgene Italia - In particolare, questa iniziativa educazionale, ha lo scopo di sensibilizzare sulla complessità dell’artrite psoriasica e sulla forma oligoarticolare, al fine di incentivare una diagnosi e un trattamento precoci e, nel 2019, porteremo avanti questo impegno con una Campagna di sensibilizzazione rivolta ai pazienti”.

Sei domini in una sola malattia. Le manifestazioni cliniche dell’artrite psoriasica includono: l’artrite periferica, che più comunemente interessa piedi e mani, seguiti da ginocchia, polsi, caviglie e spalle, queste articolazioni risultano gonfie, rigide e provocano dolore; il coinvolgimento assiale: ovvero l’infiammazione della colonna vertebrale; il paziente avverte un dolore di tipo infiammatorio nella zona sacro-iliaca o nella colonna cervicale, toracica e lombare; l’entesite: consiste in un’infiammazione della zona in cui legamenti, tendini e capsule articolari si attaccano all’osso; la dattilite, che abitualmente si presenta con un dito molto dolente, con mobilità ridotta, spesso gonfio e arrossato. A queste manifestazioni articolari, si sommano quelle dermatologiche: la psoriasi, presente nella maggior parte dei pazienti nella forma a placche (chiazze eritematose rosate o rossastre, che possono essere di dimensioni e spessore variabili e possono associarsi a prurito e bruciore. Se irritate, possono arrivare a sanguinare) e il coinvolgimento ungueale: ovvero un’alterazione delle unghie.

La forma oligoarticolare. Quella oligoarticolare rappresenta il sottotipo di PsA maggiormente frequente nelle fasi iniziali della patologia, eppure è poco conosciuto, studiato e spesso sottovalutato. Nonostante il numero di articolazioni coinvolte sia circoscritto, i pazienti con oligoartrite riportano un impatto della patologia più alto rispetto ai pazienti colpiti dalla forma poliarticolare. Possono emergere complicanze associate (cardiovascolari o sistemiche) e il paziente può soffrire sia di danni alle articolazioni (dolore e gonfiore), sia di compromissione della cute, in zone molto esposte come volto e mani, con significative conseguenze a livello emotivo e sociale, oltre che fisico.

Diagnosi precoce per un trattamento precoce. Diagnosticando precocemente, è possibile intervenire precocemente. Le linee guida del Gruppo per la Ricerca e la Misurazione della Psoriasi e dell’Artrite Psoriasica (Grappa - Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis), affermano che uno dei principali e più importanti obiettivi nel trattamento della PsA è oggi rappresentato dal traguardo di ottenere il minor livello possibile di attività di malattia in tutte le sue manifestazioni cliniche. Gli studi condotti finora dimostrano che un trattamento come Apremilast - una small molecule che si somministra per via orale (a differenza delle altre terapie disponibili, che hanno formulazione iniettabile), potrebbe essere efficace su più manifestazioni cliniche, in particolare l’artrite periferica, la psoriasi a placche, l’entesite, la dattilite e la psoriasi ungueale.  (STEFANO SERMONTI)

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