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RICERCA SCIENTIFICA

Nei tumori epatici funziona
la radiologia interventistica

Da tre studi clinici dell'Università Cattolica-Policlinico Universitario A. Gemelli incoraggianti risultati terapeutici saranno presentati in occasione del meeting 'MIO-Live 2019' lunedì 28 e martedì 29 gennaio

26 Gennaio 2019

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Nei tumori epatici funzionala radiologia interventistica

Oggi è possibile trattare con successo i tumori del fegato, del polmone, del rene e delle ossa, con prospettive future di applicazione anche per i tumori del pancreas, grazie alle nuove tecniche di radiologia interventistica. Queste terapie si affiancano e non si contrappongono agli altri possibili trattamenti chirurgici, chemioterapici e radioterapici, per la cura dei tumori. Si tratta di procedure combinate in cui si esegue la termoablazione, la chemioembolizzazione o la radioembolizzazione che consentono di somministrare la dose di farmaco o di radiazione in maniera selettiva negli organi malati, riducendo gli effetti collaterali. Alle più innovative tecniche e tecnologie utilizzate nell’ambito dell’interventistica oncologica è dedicato il meeting teorico-pratico internazionale 'Mio Live 2019', Mediterranean Interventional Oncology, che si svolgerà lunedì 28 e martedì 29 gennaio presso il Policlinico  Universitario A. Gemelli IRCCS (Aula Brasca, inizio lavori ore 8.30), promosso dall’Istituto di Radiologia dell’Università Cattolica e dall’Area Diagnostica per Immagini della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Presiedono il Congresso  Cesare Colosimo, direttore Area Diagnostica per Immagini del Gemelli, professore ordinario di Radiologia all’Università Cattolica, Riccardo Manfredi, direttore Radiologia Diagnostica e Interventistica Generale del Gemelli, professore ordinario di Radiologia all’Università Cattolica e Roberto Iezzi, ricercatore di Radiologia e Radiologo Interventista presso l’Università Cattolica.

Nello scenario di cambiamento ed evoluzione tecnologica, la Radiologia Interventistica del Policlinico Universitario A. Gemelli rappresenta un centro di riferimento nazionale ed internazionale con più di 2500 procedure eseguite ogni anno per il trattamento di alcuni tumori, tra cui quelli epatici, dove sono 'utilizzate' le più innovative procedure e tecnologie di radiologia interventistica grazie soprattutto a una stretta collaborazione con tutti gli altri specialisti clinici. Mio Live nasce proprio dalla stretta collaborazione con gli oncologi, diretti dal professor Giampaolo Tortora, direttore dell’Oncologia Medica, radioterapisti oncologi, diretti dal professor Vincenzo Valentini, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia,  con gli epatologi e gastroenterologi, diretti dal professor Antonio Gasbarrini, direttore dell’Area di Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia Medica, e con i chirurghi epatobiliari, dei trapianti ed addominali, diretti rispettivamente dal professor Felice Giuliante, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale ed Epatobiliare, dal professor Salvatore Agnes, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale e del Trapianto di Fegato, e dal professor Sergio Alfieri, direttore dell’UOC di Chirurgia Digestiva.

“Questa stretta collaborazione multidisciplinare – spiega Roberto Iezzi - consente di ottenere una corretta selezione dei pazienti che possono giovarsi a pieno della disponibilità di tecnologie avanzate e dell’eccellenza delle diverse e integrate metodologie impiegate al Gemelli con i migliori risultati in termini di successo tecnico, guarigione e sopravvivenza dei pazienti”. Il meeting Mio Live 2019, giunto alla sua quarta edizione, sarà anche l’occasione per presentare tre studi clinici, relativi ai trattamenti contro i tumori epatici avanzati promossi dai ricercatori dell’Istituto di Radiologia dell’Università Cattolica e dai radiologi interventisti del Policlinico Gemelli. Lo studio sulla chemioembolizzazione intra-arteriosa, eseguito nell’ambito dell’attività del gruppo HepatoCatt, coordinato dal professor Antonio Gasbarrini, che consente di veicolare in maniera selettiva il farmaco chemioterapico direttamente all’interno del tumore riducendone la diffusione e quindi gli effetti collaterali sistemici, riassorbendosi dopo circa 30 minuti, e lo studio sull’utilizzo combinato di termoablazione e chemioembolizzazione che offre interessanti risultati terapeutici contro i tumori epatici di grandi dimensioni non trattabili con la chirurgia. Il terzo studio riguarda l’utilizzo dell’approccio transradiale per il trattamento dei tumori epatici che ha mostrato una significativa riduzione del disagio post-procedurale per il paziente sottoposto a procedure intra-arteriose, con ridotta degenza ospedaliera e più rapida ripresa delle normali attività quotidiane.

Tale approccio trova grande applicazione in particolare nell’esecuzione delle procedure di radioembolizzazione epatica, ossia di veicolazione mirata intra-arteriosa di particelle radianti all’interno delle lesioni tumorali, tecnica che può essere offerta anche a pazienti con quadri di malattia più avanzata, in cui l’aspetto sicurezza diventa pertanto di fondamentale importanza. Quest’anno si darà spazio anche all’applicazione di queste tecniche mini-invasive nel trattamento delle patologie tumorali del rene, grazie alla stretta collaborazione con il professor Pierfrancesco Bassi, direttore dell’Area Urologia-Nefrologia e Trapianto Renale. Nel corso del meeting saranno eseguite procedure live di alcolizzazione, ablazione, chemioembolizzazione e radioembolizzazione per il trattamento di tumori epatici primitivi e secondari, intervallate con letture introduttive e brevi presentazioni. Le indicazioni e le procedure saranno discusse in maniera interattiva dall’audience, con l’ausilio di discussant multidisciplinari e verrà presentato in maniera dettagliata il materiale utilizzato per le singole procedure. La peculiarità del meeting, infatti, è rappresentata dalla sua natura 'pratica', basandosi esclusivamente su casi 'live', e dall’audience a cui si rivolge, ossia paesi del Mediterraneo, cercando di sfruttare la centralità di Roma in tale area geografica. (FABRIZIA MASELLI)

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