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I PAZIENTI INGLESI

Leucemia linfatica cronica (Llc)
l’Inghilterra ha 'un'arma in più'

L’Istituto Nazionale per la salute e l'eccellenza clinica del Regno Unito (Nice), raccomanda la combinazione chemio-free di venetoclax con rituximab per le persone che hanno già affrontato una prima linea terapeutica

2 Febbraio 2019

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Leucemia linfatica cronica (Llc)l’Inghilterra ha 'un'arma in più'

Da oggi i pazienti inglesi potranno beneficiare di una nuova e importante arma nella lotta contro la leucemia linfatica cronica: l’azienda farmaceutica Abbvie ha infatti annunciato chel’Istituto nazionale per la salute e l'eccellenza clinica del Regno Unito (Nice) ha rilasciato una valutazione finale positiva raccomandando che venetoclax in combinazione con rituximab venga reso disponibile da parte del Servizio sanitario inglese per il trattamento di pazienti con leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante refrattaria che hanno ricevuto almeno una precedente terapia. “La decisione dell’agenzia Nice è molto positiva per i pazienti inglesi e ci auguriamo che anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) concluda rapidamente il processo di negoziazione per questa nuova opzione terapeutica e renda disponibile la terapia ai pazienti italiani che convivono con la Llc recidivante/refrattaria – afferma Felice Bombaci, responsabile nazionale dei Gruppi pazienti dell’Associazione italiana contro le leucemie i linfomi e il mieloma (Ail) - La nuova combinazione, valutata nello studio Murano e approvata dal Nice, darà ai pazienti la possibilità di vivere più a lungo con la prospettiva di un periodo senza trattamento, consentendo inoltre risparmi per il sistema sanitario nazionale”.

La forma più comune tra le leucemie nell’adulto è proprio laLlc: in essa viene rilevata una quantità eccessiva di linfociti maturi - un tipo di globuli bianchi - prevalentemente nel sangue e nel midollo osseo. Ogni anno in Italia circa 1.200 persone ricevono una diagnosi di Llc, e la maggior parte dei pazienti che convivono con la Llc e che richiedono un trattamento, alla fine sperimenterà una recidiva della malattia. “Una volta rimborsata anche in Italia, la combinazione venetoclax più rituximab nella Llc recidivante/refrattaria permetterà alla comunità scientifica di beneficiare di una nuova arma nella lotta contro questa patologia – sottolinea il professor Antonio Cuneo, direttore della sezione di ematologia Università di Ferrara - I dati dello studio Murano, su cui si basa l’approvazione del Nice, hanno evidenziato che l’associazione venetoclax più rituximab ‘chemio-free’ è in grado di offrire una sopravvivenza libera da progressione superiore rispetto alla chemio-immunoterapia convenzionale. Inoltre, per la prima volta, un regime terapeutico che include una nuova molecola, venetoclax, combinato con un anticorpo monoclonale, può essere somministrato per un periodo fisso, ovvero per due anni, alla fine dei quali i pazienti possono interrompere l’assunzione del farmaco”. (MATILDE SCUDERI)

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