Cerca

INDAGINE

Gli esperti segnalano aumento
dell’ictus durante la gestazione

Secondo un gruppo di ricercatori dell’Azienda Ospedaliera di Perugia il rischio di emorragia intracranica associato alla gravidanza è stimato essere 12.2 su 100.000. Di tutti i casi, il 90 per cento occorre nel periodo gestazionale

1 Luglio 2019

0
Gli esperti segnalano aumento dell’ictus durante la gestazione

Sembrerebbe che i cambiamenti corporei che si registrano nel periodo della gravidanza possano rendere la donna più predisposta ad un ictus cerebrale, che nel caso specifico si manifesta in forme piuttosto severe. È quanto emerso dai dati resi disponibili dall’American Heart Association. l'incidenza dell’ictus ischemico e quello emorragico è di ‘solo’ 26 casi su 100 mila, ma ciò che preoccupa gli esperti è il rilevante aumento che si è registrato negli ultimi 10 anni, con un incremento di ben il 54 per cento. Questi dati hanno allertato la comunità scientifica tutta spingendo molti esperti a studiare più approfonditamente il rapporto tra ictus e gravidanza. Un gruppo di ricercatori dell’Azienda Ospedaliera di Perugia/Università di Perugia ha raccolto e analizzato gli ultimi dati sull’emorragia cerebrale in gravidanza: in base alla ricerca fatta sui dati disponibili in letteratura, il rischio assoluto di emorragia intracranica associato alla gravidanza è stato stimato essere 12.2 su 100 mila, ma generalmente collegato ad alto rischio di morte o invalidità permanente sia per la madre che per il feto.

Il 90 per cento di tutti i casi delle emorragie cerebrali occorrono nel periodo gestazionale, con più del 50 per cento nel terzo trimestre, mentre l’8 per cento avvengono durante il puerperio e il 2 per cento durante il travaglio: ciò è spiegato dal fatto che durante la gravidanza, la gittata cardiaca, cioè il volume di sangue espulso dal cuore durante un minuto, può aumentare anche del 60 per cento dall'inizio del terzo trimestre fino al parto. La maggior parte delle emorragie in gravidanza sono infatti associate a ipertensione, gestosi o eclampsia: con queste ultime due sindromi, il rischio complessivo aumenta del 24,7 per cento e persiste per i 12 mesi successivi al parto. Inoltre, donne fumatrici e di età materna avanzata (sopra i 35 anni), se portatrici di ulteriori fattori di rischio quali ipertensione, malattia vascolare e coagulopatie sono più a rischio di sviluppare un’emorragia cerebrale. Fondamentale, quindi, la prevenzione.

“Nel periodo di gestazione il corpo delle donne subisce cambiamenti profondi sia a livello ormonale che fisiologico – dichiara Valeria Caso, neurologa presso la Stroke Unit dell’Ospedale Misericordia di Perugia e Past President dell’European Stroke Organisation (Eso). Questi episodi si verificano generalmente nei soggetti che presentano specifici fattori di rischio che possono essere accentuati dalla gravidanza, e che, a maggior ragione vanno tenuti sotto controllo. È anche vero, comunque, che esistono problemi specifici legati proprio alla gestazione che possono aumentare il rischio di ictus come la preeclampsia, spesso asintomatica, che si verifica nel 2-8 per cento delle gravidanze, e l'eclampsia (la complicanza più grave della gestosi caratterizzata da convulsioni, confusione mentale, deficit visivi che porta potenzialmente a coma e morte della gestante)”. La gestione dell'ictus in gravidanza è una questione decisamente difficile, perché se da un lato è fondamentale l’intervento farmacologico, nello stesso tempo bisogna inevitabilmente tener presente l’eventuale tossicità che i farmaci possono avere per il feto.

“È dunque particolarmente importante che, ciascuna donna che sta vivendo la fase così delicata e unica della propria gravidanza, conosca e cerchi di prevenire l'eventuale insorgenza dei fattori di rischio stessi – conclude Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale). È necessario più che mai cercare di tenere sotto controllo il proprio peso e decidere di smettere di fumare, qualora si abbia questa cattiva abitudine; bisogna, inoltre, svolgere sempre regolare attività fisica e seguire una sana e corretta alimentazione. Per quei problemi collegati a fattori non modificabili (come l’età e la storia familiare, per esempio, oppure in presenza di patologie note), è bene invece rivolgersi ad un medico di fiducia o allo specialista, che potrà tenere la situazione sempre sotto controllo”. Ormai da tempo A.L.I.Ce. Italia Onlus sottolinea come l’ictus cerebrale sia un problema di cui non devono preoccuparsi soltanto gli anziani: sebbene la maggior parte degli episodi si verificano in persone di età superiore ai 65 anni, circa il 10 per cento di tutte le ischemie colpisce anche le persone sotto i 45 anni e, in particolare, le donne sono più a rischio rispetto agli uomini. Grazie alla prevenzione e alle terapie di ultima generazione, l’ictus si può evitare e curare. (ANNA CAPASSO)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media