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Pesce, lo studio scientifico sulle porzioni da mangiare: quali scegliere, quali malattie combatte

Caterina Spinelli
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Il pesce tiene lontane le malattie cardiovascolari. A riferirlo è il comitato di ricerca dell'American Heart Association (AHA), un'organizzazione texana che da anni si batte per ridurre il numero di decessi legati a malattie diffuse. Infarto, ictus, arresto cardiaco e insufficienza cardiaca, che rappresentano la prima causa di morte nei Paesi industrializzati, possono essere prevenuti semplicemente consumando due volte a settimana il pesce. "104 le porzioni, ciascuna da 100 grammi, che andrebbero mangiate in un anno", riferiscono gli studiosi, coordinati dal professor Eric Rimm, docente di Epidemiologia e Nutrizione. A contrario di quanto si pensi lo studio rivela che è consigliato mangiare tipologie ricche di grassi: dal tonno, al salmone, dallo sgombro, alle aringhe e tanto altro pescato. Leggi anche: Tonno mare blu, ritirate le scatolette Il motivo? Possiedono tutti acidi grassi in abbondanza. In particolare l'Omega-3, noto proprio per la protezione offerta al cuore, dato che riuscirebbe a ripulire le arterie dalle pericolosissime ostruzioni. Ma attenzione, il pesce - precisano gli esperti - non deve essere consumato fritto. "Fin dall'ultima consulenza sul consumo di pesce operato dall'AHA nel 2002, gli studi scientifici hanno ulteriormente dimostrato i benefici del consumo di frutti di mare ricchi di acidi grassi - prosegue Rimm -. Questo è vero soprattutto quando il pesce sostituisce cibi meno sani come le carni ad alto contenuto di grassi saturi". Ma se da una parte ci sono studi a favore degli Omega-3, dall'altra c'è la ricerca del Journal of the National Cancer Institute, per cui questi acidi grassi possono aumentare fino al 71 percento il rischio di ammalarsi di cancro alla prostata. 

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