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Tumore e carne rossa, parla l'esperto: quanta ne puoi mangiare senza rischiare

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Matteo Legnani
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Nel 2015 l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato ufficialmente che la carne rossa lavorata (in scatola, wurstel, insaccati) è cancerogena e quella rossa non lavorata è potenzialmente cancerogena. Nel Regno Unito, riporta Il Messaggero, si sta addirittura pensando a una tassa sulla carne rossa, che porterebbe con l'aumento del prezzo a una riduzione dei consumi di circa il 16%. In Italia, dove pur il 93% degli italiani consuma carne per circa una porzione al giorno di media, siamo (per fortuna) ben lontani da una simile ipotesi. Tuttavia, come spiega sempre su Il Messaggero Marcello Ticca, che è vice-presidente della Società italiana di scienza dell'alimentazione, occorre limitare in modo molto rigoroso il consumo di carne (non solo quella rossa). La quantità da assumere non deve essere mai superiore ai 500 grammi a settimana: 1-2 porzioni da cento grammi l'una di carne bianca, più 1-2 di carne rossa e non più cinquanta grammi di salumi nell'arco di sette giorni. Leggi anche: Urina, il dettaglio nella vostra pipì: così potete salvarvi la vita

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