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Prevenzione

Infarto, lo studio che spaventa le donne: perché hanno meno possibilità di salvarsi

23 Maggio 2019

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Infarto, lo studio che spaventa le donne: perché hanno meno possibilità di salvarsi

Angela M. stava ballando quando il cuore le è scoppiato nel petto. La pista da ballo al matrimonio di sua nipote si è trasformata in pochi secondi in un marasma di grida, capelli strappati e pianti disperati. Angela pensava solo a muovere i tacchi leggeri. Il dolore al petto non poteva essere nulla per lei, quarantottenne in piena salute. Eppure pochi giorni fa, in provincia di Napoli, è morta senza nessun presentimento o avvertimento della sorte.

Un arresto cardiaco ha bussato alla sua porta in un giorno qualsiasi. I parenti sgomenti, i tre figli piccoli in lutto e senza madre e i giornali locali che hanno riempito le pagine con la sua storia. Non c' è stato nulla da fare: è morta prima di arrivare in ospedale. Troppo tardi si era accorta di quello che le accadeva nel petto. E né lei né nessuno dei presenti alla cerimonia sapevano che la donna aveva, forse da tempo, una coronaropatia.

LO STUDIO
E non è un caso isolato quello di Angela. Le donne che muoiono per arresto cardiaco sono in aumento nel nostro paese e nel mondo. Il problema, però, è più complesso di quello che si pensa. Perché, stando ai dottori, il gentil sesso prenderebbe troppo sotto gamba il rischio e i problemi cardiaci. Così, attente a non beccarsi i classici mali che le affliggono da secoli, ignorano visite rivolte a tener sotto controllo il cuore. E proprio qui nasce l' inghippo e, purtroppo, l' errore.

Un recente studio, però, condotto in Olanda, dovrebbe indirizzare le donne quanto meno a drizzare le antenne. Non solo gli uomini, infatti, rischiano di morire a causa del cuore impazzito. Loro, pero, più avvezzi a tener sotto controllo battiti e segnali della pressione, riescono ad accorgersene per tempo. Mentre le donne, non riconoscendo i sintomi, con troppo ritardo chiamano i soccorsi e arrivano in ospedale. Tanto che può capitare che la rianimazione e le manovre di salvataggio non servano a nulla.

La ricerca in questione, firmata da Hanno Tan dell' Università di Amsterdam, ha preso in considerazione oltre 5.700 casi di arresto cardiaco avvenuti fuori da un ospedale e mostra che le donne sono rianimate meno degli uomini (il 68% delle donne contro il 73% dei maschi). Anche la sopravvivenza dal momento dell' arresto al ricovero è inferiore per le donne (34% vs 37% dei maschi), come pure la sopravvivenza una volta giunte in ospedale (37% vs 55%). In media, quindi, le chance di sopravvivenza di una donna sono quasi la metà di quelle dei maschi (12,5% vs 20%). Secondo i ricercatori ciò si deve in parte al fatto che l' arresto cardiaco è riconosciuto troppo tardi nella donna.

«Il vero problema è che le donne riconoscono i sintomi dell' arresto cardiaco troppo tardi rispetto agli uomini perché abituate a pensare che si tratti di un problema maschile», conferma Stefano Carugo, primario di cardiologia all' ospedale San Paolo di Milano. «Temono altri tipi di malattie, come i tumori. Quindi si sottopongono più spesso a mammografie e pap test, ignorando le visite al cuore, ugualmente importanti».

NUOVE ABITUDINI
Perché i tempi sono cambiati e la vita condotta dalle donne è molto differente rispetto al passato. «Le donne oggi sono sottoposte a un grande carico di stress che è una delle cause principali dell' arresto cardiaco e degli infarti", continua Carugo. «La vita stressante provoca l' iperattivazione del sistema nervoso e può danneggiare il cuore. Infatti sono in aumento le donne giovani malate di cuore a causa della combinazione stress famigliare e lavoro».

E non solo. Tutte le abitudini femminili sono cambiate negli ultimi anni. «Le donne fumano di più, bevono di più e fanno meno figli. La gravidanza, infatti, giova alla salute del cuore, mentre l' uso di contraccettivi no», aggiunge il primario, specificando che l' allarme dell' arresto cardiaco femminile »si starebbe diffondendo da circa dieci anni». Tanto è vero che negli ultimi tempi i cardiologi sono impegnati nelle campagne di sensibilizzazione, tentando di raggiungere il più ampio pubblico femminile. In America, il fenomeno ha pure da tempo un nome: lo chiamano "Red Women Alarm" e le iniziative, tinte di rosa e rosso, piene di gadget e sigle sono all' ordine del giorno.

di Miriam Romano

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