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Intestino, il caldo moltiplica le tossinfezioni alimentari: i tre cibi che possono rovinarti agosto

Davide Locano
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Agosto è il mese più rischioso per quanto riguarda le tossinfezioni alimentari, perché il caldo moltiplica i rischi di proliferazione microbica e chi è in vacanza, e di solito cena fuori, si rilassa, si distrae, perde la percezione del pericolo ed è quindi meno attento a quello che ordina e mangia. In questo periodo però le gastroenteriti virali e batteriche sono in grande aumento, e a volte basta una scorpacciata di cozze o di ostriche in allegra compagnia per rovinarsi le tanto agognate ferie d' agosto. Nel mondo esistono più di 250 tossinfezioni alimentari, ma nel nostro Paese sono quelle da Salmonella, da Campylobacter ed Escherichia Coli le più diffuse, quelle che la fanno da padrone a insidiarsi nelle salse all' uovo, nei crostacei, nei mitili e nei cubetti di ghiaccio, per poi diffondersi e proliferare nell' intestino, provocando in breve tempo (da poche ore ed entro le 24/48 ore) la loro nota patologia, anche quando il microrganismo produttore non c' è più. I sintomi sono differenti a seconda dei diversi agenti patogeni, per lo più batteri, virus e parassiti, ma in genere includono nausea, vomito, violenti crampi addominali e diarrea, spesso accompagnata da febbre, tutte manifestazioni che possono inizialmente essere confuse con quelle di alcune forme parainfluenzali, favorite in questo periodo dai continui sbalzi termici. Leggi anche: Infarto, il sintomo (sottovalutato) che ti salva la vita I BATTERI I micro-organismi patogeni arrivano al nostro intestino attraverso la contaminazione dei cibi, la quale può avvenire in diversi modi: la Salmonella può contaminare le uova dopo aver infettato il sistema ovarico delle galline, i batteri del genere Vibrio, anche quelli del colera, normalmente presenti nelle acque, vengono filtrati e concentrati dai frutti di mare, come ostriche e mitili, che generalmente sono ingeriti crudi. La frutta e la verdura possono essere contaminate se lavate od irrigate con acqua inquinata da feci animali o umane, ed alcuni microbi presenti negli intestini di animali sani, possono venire in contatto con le loro carni durante la macellazione, trasmettendosi poi a chi le mangia. Ma le infezioni possono essere trasmesse anche dagli operatori che manipolano e preparano gli alimenti, sia per contatto con le mani non lavate che con gli strumenti di cucina non disinfettati a dovere, e in questi casi le patologie più diffuse sono l' infezione del batterio Shigella, del virus dell' epatite A e del parassita Giardia. La cottura dei cibi uccide la maggior parte dei micro-organismi, i quali non resistono a temperature superiori ai 60-70 gradi, ma un cibo cotto, e quindi considerato sicuro, può contaminarsi al contatto con cibi crudi inquinati, quindi attenzione a mischiarli nel piatto se non se ne conosce la preparazione e soprattutto la provenienza. Anche la conservazione degli alimenti è fondamentale per la sicurezza alimentare, e grande importanza rivestono le condizioni in cui i cibi vengono mantenuti durante le varie fasi della "catena del freddo", la quale, se rispettata a dovere, previene il moltiplicarsi della maggior parte dei microbi. I più insidiosi infatti, sono i cibi acquistati nel chioschetto, in spiaggia o dai venditori ambulanti, dove la refrigerazione continua non può essere assicurata, ma anche quelli portati da casa che vengono conservati per ore in borse non termiche, specialmente se conditi con salse tipo maionese. LE DIAGNOSI La diagnosi di una tossinfezione è clinica, ma la certificazione è possibile solo attraverso test di laboratorio del sangue e delle feci, che identificano il germe patogeno, e se in passato prevalevano la febbre tifoidea e il colera, che hanno generato molte epidemie tra le popolazioni, oggi, grazie all' implementazione di migliori pratiche di gestione dei cibi, si è passati alle malattie più recenti succitate, che comunque destano preoccupazione in questo mese nel campo della sicurezza alimentare. La gravità della malattia inoltre, dipende dalle caratteristiche di virulenza del ceppo infettante, dall' età e dalle condizioni del paziente, oltre che dalla dose infettante, che può agire anche a dosi molto basse. In agosto quindi meglio rinunciare a cibi crudi o conditi con salse varie se non si è certi della preparazione, della provenienza e soprattutto della conservazione, per evitare di passare tre giorni tra letto e bagno, in preda a febbre e dolori addominali, ed ostaggi dei noti farmaci anti diarroici ed anti-peristaltici che, ricordo, hanno come effetto collaterale quello di abbassare la soglia di attenzione, per cui sono sconsigliati per chi deve mettersi alla guida. Quindi, per ridurre i rischi di queste noiose e dolorose malattie intestinali meglio rinunciare a cibi elaborati e scegliere quelli semplici e ben cotti, che poi in fondo sono i più leggeri e soprattutto i più buoni. di Melania Rizzoli

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