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Ictus, un catetere nel cuore blocca gli effetti della fibrillazione atriale

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Caterina Spinelli
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L'ictus colpisce sempre più persone. A essere più esposto chi soffre già di fibrillazione atriale. Il 20% del totale dei casi è infatti dovuto a un difetto nel ritmo cardiaco. In questi pazienti l'auricola sinistra, una "sacca" dell'atrio sinistro del cuore, perde la capacità di contrarsi e, quindi, di svuotarsi e diventa la sede più importante della formazione di coaguli che possono poi staccarsi e occludere le arterie cerebrali, causando, appunto, l'ictus. Leggi anche: Tumore, una modifica al Dna per curare il cancro La strategia principale per evitare che ciò accada è la somministrazione di anticoagulanti. "Una quota rilevante di persone affette da fibrillazione atriale, pari al 20% dei pazienti, non può assumere queste molecole", spiega alla Stampa Patrizia Noussan, direttore della cardiologia presso l'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino. A venire incontro a questi pazienti ci pensa la chirurgia che, attraverso la chiusura dell'auricola per via percutanea, rappresenta la più valida alternativa. L'intervento consiste nell'introduzione di un catetere che, raggiunto l'interno del cuore, posiziona una protesi permanente per chiudere l'auricola evitando il ristagno del sangue. Una scoperta all'avanguardia che permette a molte persone di combattere un danno cerebrale altrimenti dannoso. 

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