Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Spazio, quei segnali misteriosi provenienti da un'altra galassia: una civiltà aliena sta lanciando messaggi?

Cristina Agostini
  • a
  • a
  • a

Dietro i misteriosi segnali dello spazio profondo che chiamiamo fast radio burst (Frb) sembra esserci uno schema ben preciso. I ricercatori del Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment hanno per la prima volta trovato un Frb che si ripete su un ciclo regolare. Gli studiosi hanno scoperto che ogni 16.35 giorni il segnale chiamato FRB 180916-j0158 + 65 segue uno schema simile: per 4 giorni emette uno o due scoppi all'ora per poi non farsi sentire per 12 giorni. Questo modello è "un indizio importante sulla natura di questo oggetto", scrivono i ricercatori su arXiv. Leggi anche: Samantha Cristoforetti, congedo a sorpresa Gli scienziati non sanno ancora spiegare gli Frb. Sappiamo che si manifestano come impulsi radio transitori, con durata di pochi millisecondi. Si tratta di lampi molto luminosi provenienti da regioni del cielo esterne alla Via Lattea. L'unica cosa che sembra certa sulla loro origine è che provengono da un posto molto estremo e insolito. Da qui può nascere ogni sorta di speculazione, da una civiltà aliena che ci invia messaggi a una stella che cade in un buco nero. FRB 180916-j0158 + 65 sembra provenire da una enorme galassia a spirale, a circa 500 milioni di anni luce di distanza. Ma ci sono pochi altri indizi sui processi che potrebbero averlo generato. Il fatto che si ripeta in un periodo prevedibile potrebbe suggerire che provenga da un sistema binario, poiché anche altri oggetti nello spazio che mostrano caratteristiche simili tendono ad essere sistemi binari. L'oggetto potrebbe essere fatto oscillare da una stella o da un buco nero e le esplosioni periodiche potrebbero indicare quello che l'oggetto sta affrontando in quei tempi. Potrebbe anche essere possibile che venti o interruzioni delle maree dal buco nero blocchino il segnale durante i periodi di silenzio. È un mistero, su cui gli scienziati continuano a indagare.

Dai blog