La carne rossa, il burro, il sale, lo zucchero: ciclicamente alcuni degli alimenti più diffusi nella nostra dieta finiscono sul banco degli imputati e passano spesso per pozioni mortali. Più o meno quel che è accaduto di recente al prosciutto cotto, finito nel tritacarne dei social media “grazie” all’interessamento di numerosi influencer e presunti guru dell’alimentazione che lo hanno fatto passare quasi per il parente stretto del cianuro di potassio. Tutto è partito da un articolo di una rivista scientifica inglese, come spiega la biologa nutrizionista Elisabetta Bernardi nell’articolo in questa stessa pagina. Naturalmente la realtà è ben diversa dalle semplificazioni che emergono dai falsi scoop che alimentano la rincorsa ai click sui social. Anche nel caso in cui si dovessero assumere 50 grammi di prosciutto cotto tutti i santi giorni per tutto l’anno, il rischio di contrarre un tumore al colon salirebbe dal 6% (dei non consumatori) al 7%.
Ma il caso del prosciutto cotto è soltanto l’ultimo di una serie di “allarmi” fabbricati ad arte da influencer e presunti tali. Per anni hanno tenuto banco gli allarmi sui “cinque veleni bianchi”, vale a dire sale, zucchero, farina 00, latte e perfino riso che naturalmente non sono tossici in alcun modo ma- come nel caso di zucchero e sale - possono essere dannosi in caso di consumo eccessivo. Senza contare, poi, che nei cibi la raffinazione può eliminare dei nutrienti ma non crea mai dei veleni. Dunque un cibo troppo raffinato può essere al massimo poco nutriente. Innocue per le filiere produttive, ma ugualmente ingannevoli, sono le campagne a favore di presunti rimedi ad esempio contro l’obesità. Una della fake news più longeve è quella secondo la quale l’ananas sarebbe capace di bruciare i grassi. Naturalmente non è così: la bromelina contenuta nell’ananas è un antinfiammatorio e aiuta la digestione delle proteine, ma non ha alcuna azione sui grassi. Non esistono alimenti brucia-grassi.
Prostata, gli effetti dei semi di zucca: uomini, attenzione...
Spesso vengono sottovalutati o addirittura scartati, ma i semi di zucca sono un vero concentrato di benessere. Piccoli, ...E neppure eliminare il glutine fa dimagrire magicamente come vorrebbero i sedicenti esperti che pontificano sul web. Se proprio volessimo sottilizzare i prodotti gluten-free sono talvolta più ricchi di grassi e additivi. Dunque non necessariamente più salutari di quelli che lo contengono. C’è poi un ulteriore tipo di bufala che sconfina talvolta nei complotti o ne diventa la leva per alimentarli. Ricordo ad esempio in piena pandemia i gruppi che sui social accusavano ora un Paese ora l’altro di aver scatenato volutamente i contagi e per boicottare i prodotti di consumo di quel Paese utilizzavano il codice Ean contenuto nel codice a barre, per desumerne l’origine. Nulla di più ingannevole perché il prefisso Ean, in pratica le prime tre cifre del numero lunghissimo che compare sotto le barre verticali del codice, indica solo il Paese dove l’azienda ha registrato il marchio e non dove il singolo prodotto è stato confezionato né tanto meno dov’è stato coltivato.




