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Noci e mandorle? Quanto mangiarne per aiutare cuore e intestino

di Paola Natalimercoledì 4 febbraio 2026
Noci e mandorle? Quanto mangiarne per aiutare cuore e intestino

2' di lettura

Le noci e la frutta secca sono da troppo tempo “colpevolizzate” per il loro contenuto calorico, ma secondo il Times sono veri e propri superfood quotidiani, capaci di proteggere cuore, cervello e intestino. Anche le versioni ricoperte di cioccolato possono essere gustate con moderazione. “Noci e frutta secca contengono una miscela incredibilmente potente di nutrienti in un piccolo pacchetto, fornendo grassi salutari per il cuore, proteine vegetali e fibre allo stesso tempo”, spiega Emma Bardwell, autrice del libro in uscita The Fibre Effect.

Questi alimenti apportano grassi mono- e polinsaturi, utili a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e proteggere la salute cardiovascolare. Secondo la nutrizionista  mangiare noci regolarmente non solo fa bene al cuore, ma può anche aumentare la longevità. Un corpo crescente di ricerche scientifiche conferma quanto queste piccole gemme siano preziose per la salute, smontando lo stereotipo che le “snack calorici” siano da evitare. Uno studio su quasi 8.000 persone pubblicato sul New England Journal of Medicine ha mostrato che chi consuma regolarmente una manciata di noci miste ha tassi significativamente più bassi di infarto, ictus e morte per malattie cardiache.

La ricerca della professoressa Sarah Berry, nutrizionista del King’s College di Londra, ha dimostrato che fare spuntini con le noci può migliorare la funzione dei vasi sanguigni e ridurre il colesterolo in sole sei settimane, con una potenziale riduzione del 30% del rischio cardiovascolare. Un altro studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato come consumare mandorle intere per sei settimane migliori la funzionalità arteriosa e abbassi il colesterolo LDL, quello “cattivo”. Le noci non sono solo alleate del cuore. Grazie a antiossidanti, vitamina E, acidi grassi omega-3 e fibre, supportano anche memoria, concentrazione e funzioni cognitive, riducendo il rischio di declino cognitivo legato all’età. Le fibre alimentari, inoltre, agiscono da prebiotico naturale, favorendo la crescita dei batteri intestinali benefici e migliorando digestione e benessere del microbiota.

Abbiamo sentito anche parere del Dott Fabio Gregu biologo e nutrizionista “Ai miei pazienti propongo la frutta secca come alimento strategico, non come snack libero. E molto utile perché fornisce grassi buoni, ha un basso impatto glicemico e un forte potere saziante, quindi aiuta sia il controllo metabolico sia l’aderenza a un’alimentazione sana”. Il nutrizionista Gregu sottolinea che “ La consiglio di alta qualità, naturale, non salata né zuccherata preferibilmente di origine italiana o europea e sempre in quantità precise. Non è però un alimento adatto a tutti: in caso di sensibilità al nichel o all’istamina va valutata con attenzione o temporaneamente esclusa. In nutrizione, anche la frutta secca va personalizzata: non conta solo cosa mangiamo ma per chi e in che contesto”. Gli esperti consigliano una porzione di circa 30 grammi al giorno, una manciata distribuita tra pasti e spuntini.