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Dieta chetogenica? Tanti dubbi: salute, ecco cosa si rischia

di Paola Natalimartedì 21 luglio 2026
Dieta chetogenica? Tanti dubbi: salute, ecco cosa si rischia

3' di lettura

La dieta chetogenica, diventata molto popolare negli ultimi anni per la sua capacità di favorire il dimagrimento attraverso una drastica riduzione dei carboidrati e un aumento dei grassi, torna al centro del dibattito scientifico. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista internazionale Nature suggerisce infatti che, almeno in alcune condizioni, un’alimentazione molto ricca di grassi e povera di carboidrati potrebbe favorire la crescita di tumori nell’intestino tenue in soggetti predisposti. La ricerca è stata condotta su modelli animali e non significa che una dieta chetogenica provochi automaticamente il cancro nelle persone. Tuttavia, gli autori sottolineano un punto importante: le strategie alimentari potrebbero non avere gli stessi effetti su tutti gli individui e, in futuro, potrebbero dover essere valutate anche in base al rischio personale di sviluppare determinate malattie.

La dieta chetogenica funziona modificando il modo in cui il corpo produce energia. Riducendo fortemente l’assunzione di carboidrati, l’organismo utilizza maggiormente i grassi come carburante e produce molecole chiamate corpi chetonici. Questo stato metabolico, definito chetosi, è stato studiato per diversi motivi: dalla perdita di peso al possibile impiego in alcune condizioni mediche. Negli ultimi anni, inoltre, alcuni ricercatori avevano ipotizzato che potesse avere un effetto contro i tumori, perché molte cellule tumorali utilizzano grandi quantità di zuccheri per crescere e sembrano meno efficienti nell’utilizzare i corpi chetonici. Il nuovo studio pubblicato su Nature introduce però una maggiore cautela. Nei topi geneticamente predisposti allo sviluppo di tumori intestinali, una dieta chetogenica ha favorito una maggiore formazione di tumori nell’intestino tenue. Il meccanismo, secondo i ricercatori, non sarebbe legato direttamente ai corpi chetonici, ma alla grande quantità di grassi introdotti con questo tipo di alimentazione.

In particolare, alcune cellule tumorali sarebbero in grado di sfruttare i grassi come fonte di energia e materiale per costruire nuove strutture cellulari, creando un ambiente favorevole alla loro crescita. Un risultato che mette in evidenza quanto il rapporto tra alimentazione e cancro sia complesso e non possa essere ridotto a semplici regole valide per tutti. Gli esperti ricordano che il metabolismo umano è molto più complesso rispetto a quello di un modello animale e che i risultati ottenuti nei topi devono essere confermati da ulteriori studi sulle persone. Non è quindi corretto affermare che la dieta chetogenica provochi tumori nell’uomo, ma la ricerca suggerisce che alcune persone con particolari predisposizioni genetiche o condizioni di rischio potrebbero dover prestare maggiore attenzione alla composizione della propria alimentazione. Il messaggio principale degli scienziati è che non esiste una dieta universale capace di garantire gli stessi benefici per tutti. La nutrizione può avere effetti diversi a seconda delle caratteristiche individuali, della storia familiare, dello stile di vita e dello stato di salute.

Per la prevenzione dei tumori, le principali indicazioni degli esperti continuano a puntare su un’alimentazione equilibrata, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e con un consumo moderato di grassi, soprattutto quelli saturi. Anche l’attività fisica, il controllo del peso e l’assenza di fumo restano elementi fondamentali. La ricerca pubblicata su Nature non boccia dunque in modo definitivo la dieta chetogenica, ma invita a superare l’idea che un solo modello alimentare possa essere sempre positivo per chiunque. Il futuro della nutrizione potrebbe essere sempre più personalizzato, con indicazioni costruite sulle caratteristiche biologiche di ogni individuo.
 

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