Con l'arrivo del caldo aumenta il bisogno di bere, ma torna anche un dubbio che accompagna ogni estate: l'acqua fredda disseta davvero più di quella a temperatura ambiente? La risposta, spiegano gli esperti, è più articolata di quanto si possa immaginare e passa da una distinzione fondamentale tra la sensazione di sete e la reale idratazione dell'organismo. Secondo la dottoressa Raffaella Cancello, biologa nutrizionista e specialista in Scienza dell'Alimentazione dell'Auxologico IRCCS di Milano, come riportato su Corriere la temperatura dell'acqua non modifica la capacità del nostro organismo di idratarsi. A fare la differenza sono soprattutto la quantità di liquidi assunti e il contenuto di sali minerali.
L'acqua fredda, però, offre una sensazione immediata di sollievo perché il contatto con il cavo orale e con alcuni recettori presenti nell'organismo invia rapidamente al cervello il segnale che la sete si sta attenuando. Questa percezione, tuttavia, non coincide necessariamente con una completa reidratazione. È possibile, infatti, sentirsi subito dissetati dopo aver bevuto un bicchiere di acqua molto fredda, ma se la quantità assunta è insufficiente o se durante la giornata si perdono molti liquidi attraverso la sudorazione, la sete tenderà a ripresentarsi in poco tempo.
Durante l'estate, quando il caldo aumenta la perdita di acqua e minerali con il sudore, è importante mantenere un'adeguata idratazione scegliendo preferibilmente acque medio-minerali, capaci di reintegrare parte dei sali persi. Ancora più importante è distribuire l'assunzione dei liquidi nell'arco della giornata, evitando di bere grandi quantità tutte insieme. Gli specialisti consigliano di sorseggiare acqua frequentemente, anche quando non si avverte una sete intensa, prestando particolare attenzione ai bambini e agli anziani, categorie più esposte al rischio di disidratazione. Una temperatura compresa tra i 10 e i 15 gradi rappresenta generalmente il miglior compromesso: sufficientemente fresca da risultare piacevole e rinfrescante, ma senza creare disagio all'apparato digerente.




