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Farmaci dimagranti? Un boomerang: quando l'effetto svanisce...

di Paola Natalivenerdì 9 gennaio 2026
Farmaci dimagranti? Un boomerang: quando l'effetto svanisce...

2' di lettura

Negli ultimi anni le iniezioni per dimagrire, in particolare i farmaci a base di agonisti del recettore GLP-1 come semaglutide e tirzepatide, hanno rivoluzionato il trattamento dell’obesità. I risultati durante l’assunzione sono spesso significativi, con perdite di peso importanti in pochi mesi. Tuttavia, una domanda cruciale resta aperta: cosa succede quando si smette di usarle?

Secondo i dati scientifici più recenti, inclusi studi pubblicati sul British Medical Journal (BMJ), la risposta è chiara ma meno incoraggiante: la maggior parte delle persone tende a riprendere gran parte del peso perso, spesso in tempi relativamente brevi.

Le analisi mostrano che, una volta interrotto il trattamento farmacologico, il peso ricomincia ad aumentare con una media di circa 0,4 chilogrammi al mese. A questo ritmo, molte persone tornano al peso iniziale entro uno o due anni dalla sospensione. Nel caso dei farmaci più potenti e di nuova generazione, come la semaglutide o la tirzepatide, il recupero può essere ancora più rapido, arrivando fino a 0,8 chilogrammi al mese.

In termini pratici, questo significa che chi perde tra 8 e 16 chili durante la terapia può vedere una parte consistente, se non la totalità, di quel peso tornare nel giro di pochi mesi o anni. I ricercatori sottolineano che il fenomeno non riguarda una minoranza: il recupero del peso è la regola, non l’eccezione, soprattutto in assenza di strategie di mantenimento.

Il BMJ evidenzia anche un confronto significativo: il peso viene ripreso molto più velocemente dopo l’interruzione dei farmaci rispetto alla fine di un percorso basato solo su dieta ed esercizio fisico. In questi ultimi casi, il ritorno al peso iniziale è generalmente più lento e graduale, mentre con le iniezioni il recupero risulta fino a quattro volte più rapido.

La spiegazione è principalmente biologica. Durante l’assunzione dei farmaci GLP-1, l’appetito viene fortemente ridotto e il senso di sazietà aumenta. Quando il trattamento termina, questi effetti svaniscono: la fame ritorna, i segnali ormonali che favorivano la perdita di peso si attenuano e l’organismo tende a riportarsi verso il peso precedente, un meccanismo noto come “set point” corporeo.

Gli studi sottolineano quindi un punto fondamentale: le iniezioni per dimagrire non sono una soluzione temporanea, ma andrebbero considerate come terapie a lungo termine o inserite in un programma più ampio che includa cambiamenti duraturi nello stile di vita. Senza un supporto nutrizionale, comportamentale e medico continuo, il rischio di riprendere peso rimane molto elevato.

In conclusione, se da un lato questi farmaci rappresentano uno strumento potente contro l’obesità, dall’altro i dati del British Medical Journal invitano alla cautela: smettere le iniezioni significa, per molti, tornare indietro. La sfida futura non è solo perdere peso, ma soprattutto mantenerlo nel tempo.