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Memoria, "tutto ciò che ricordiamo non è mai accaduto": una teoria estrema

di Paola Natali martedì 27 gennaio 2026
Memoria, "tutto ciò che ricordiamo non è mai accaduto": una teoria estrema

2' di lettura

Secondo un gruppo di fisici, tutto ciò che ricordiamo potrebbe non essere mai accaduto davvero. La notizia, riportata dal Daily Mail, si basa sull’ipotesi del “cervello di Boltzmann”, un concetto audace secondo cui i nostri ricordi potrebbero emergere da fluttuazioni casuali dell’universo piuttosto che da esperienze reali.

In pratica, secondo questa teoria, il tuo cervello, completo di ricordi, convinzioni e pensieri, potrebbe essersi formato improvvisamente da una disposizione casuale di particelle. Non sarebbe più necessario che esistesse un mondo fisico corrispondente ai tuoi ricordi: potresti essere semplicemente un “cervello fluttuante” nell’entropia dell’universo. Il principio alla base deriva dalle leggi della fisica, in particolare dalla seconda legge della termodinamica, che afferma che l’entropia ovvero il disordine, tende a crescere nel tempo. Se applicata simmetricamente al passato e al futuro, questa legge suggerisce che la situazione più probabile sia che i nostri cervelli siano apparizioni casuali in un universo altrimenti caotico. Il professor David Wolpert, del Santa Fe Institute, e i suoi colleghi spiegano che, pur non potendo provare che siamo davvero cervelli di Boltzmann, la possibilità non è in contraddizione con la fisica moderna. L’unico modo per “garantire” che i nostri ricordi siano reali sarebbe fare affidamento sulla teoria del Big Bang, che definisce un inizio dell’universo con un livello preciso di disordine. In assenza di tale certezza, sottolineano i ricercatori, non esiste nulla nella fisica che escluda l’ipotesi: i nostri ricordi più preziosi, dai momenti d’infanzia alle scelte quotidiane, potrebbero essere soltanto illusioni.

Intuitivamente questa idea sembra assurda, perché appare più logico pensare che i nostri ricordi derivino dalle esperienze vissute. Tuttavia, la fisica moderna non esclude la possibilità che siano nati da fluttuazioni casuali. In un universo infinito o in condizioni di caos estremo, tali fluttuazioni diventano possibili e, paradossalmente, più probabili della nascita di un intero universo ordinato come quello che conosciamo.

L’esistenza di un inizio definito dell’universo, il Big Bang, rappresenta un punto di riferimento cruciale per distinguere tra ricordi reali e illusioni. Se l’universo ha avuto un inizio con un livello definito di disordine, è possibile ricostruire la storia della materia e concludere che i ricordi derivano da eventi reali e non da fluttuazioni casuali. Prima della scoperta del Fondo Cosmico a Microonde, che confermò il Big Bang, l’idea che i ricordi fossero falsi era quasi inevitabile alla luce della seconda legge della termodinamica. Oggi, grazie a questa scoperta, possiamo avere maggiore fiducia nella realtà dei nostri ricordi, anche se non esiste una certezza assoluta.