Nanoparticelle create in laboratorio, capaci di interferire con i meccanismi che portano alla formazione delle metastasi, potrebbero rivoluzionare la lotta contro i tumori. È quanto emerge da una serie di ricerche internazionali che puntano a colpire il processo chiave che rende il cancro una malattia mortale: la sua diffusione nell’organismo.
Le metastasi si originano quando le cellule tumorali riescono a staccarsi dal tumore primario e a penetrare nei vasi sanguigni o linfatici. Come spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità, ciò avviene attraverso trasformazioni che consentono alle cellule “di staccarsi dalla massa iniziale e di entrare nei vasi sanguigni e/o linfatici per essere trasportate”. Un recente studio dell’Istituto di Scienze Industriali dell’Università di Tokyo ha chiarito come le cellule tumorali riescano a smantellare la barriera endoteliale dei vasi, dando origine alle cellule tumorali circolanti, che possono aggregarsi e generare metastasi.
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Mangiare poca carne di maiale potrebbe aiutare a vivere più a lungo. Messa da parte in tante dieta, questa partic...Un ruolo centrale è svolto dalle vescicole extracellulari, “piccole bolle, composte da lipidi e proteine che contengono anche informazioni genetiche”, come ha spiegato il professor Vahé Nerguizian dell’Università di Montreal. Secondo il ricercatore, “quando una cellula cancerosa rilascia le sue vescicole nel flusso sanguigno e queste vengono trasferite a una cellula sana, possono alterarne il DNA e trasformarla in una cellula cancerosa”.
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La ricerca contro il cancro fa un passo avanti sorprendente: un nuovo farmaco è in grado di riconoscere le cellul...Per studiare questi meccanismi, il team di Nerguizian ha sviluppato nanoparticelle lipidiche artificiali, i liposomi, simili alle vescicole naturali. Una volta iniettati nei tumori, i liposomi permettono di osservare i processi di assorbimento e di identificare i passaggi biochimici coinvolti. “Attualmente stiamo raggiungendo un'efficienza del 50% nell'incapsulamento delle proteine – ha spiegato il professor Nerguizian – e puntiamo ad aumentare questo tasso al 90%”.
Oltre allo studio delle metastasi, i liposomi possono essere utilizzati come vettori di farmaci antitumorali, migliorandone l’efficacia e riducendo la tossicità. “La nostra ricerca apre la strada a trattamenti più mirati in grado di prevenire le metastasi e migliorare i tassi di sopravvivenza dei pazienti”, ha concluso Nerguizian. Parallelamente, ricercatori tedeschi hanno individuato una molecola, l’adibina, capace di ostacolare l’aggregazione delle cellule metastatiche.




