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Christian Vieri si confessa nella sua autobiografia Chiamatemi Bomber: "Moratti, Moggi, le donne e i miei tanti gol"

Federica Scano
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"Bobo, vuole andare via...", "Non ci pensare nemmeno, non possiamo venderlo, se fai così sfasci tutto. Non facciamo cazzate". Al telefono ci sono il presidente dell'Inter Moratti e Marco Tronchetti Provera e parlano niente meno di Christian Vieri. Questa è solo una delle tante perle che potremmo leggere nella sua autobiografia, Chiamatemi Bomber, da ben 251 pagine scritta con il giornalista della Gazzetta dello Sport Mirko Graziani. "A diciott'anni si diventa maggiorenni, si può finalmente guidare l'automobile, si può votare e tutta una serie di altre cose. Ma i miei diciotto li ricordo soprattutto perché fu in quel periodo che varcai per la prima volta la soglia del Pineta di Milano Marittima, che negli anni a venire sarebbe diventato per me un appuntamento fisso". La chiamata di Moggi - "Un giorno Luciano Moggi mi chiama a rapporto: entro nel suo ufficio e trovo già lì il mio procuratore e Bettega. Il direttore, con i suoi modi tranquilli e gli occhi semichiusi, dice che è pronto ad aumentarmi l'ingaggio, ma che non può andare oltre i due miliardi di lire a stagione. L'Atletico Madrid offre tre miliardi e mezzo. "Si va in Spagna", dico. E la riunione finisce all'istante. Lo ammetto, decisi guardando solo il portafogli. Potendo tornare indietro, sarei rimasto", confessa l'ex attaccante dell'Inter.  Donne e guai - "Elisabetta Canalis? Me la passò al telefono Iacchetti. Menava di brutto Eli quando la facevo arrabbiare... Melissa Satta la conobbi quando aveva 18 anni, era bellissima. Le dissi: "Ascolta Melissa, adesso sei troppo giovane, ma mi prenoto per diventare tuo fidanzato appena avrai compiuto vent'anni...". Mi hanno attribuito molte storie in questi anni. Devo essere sincero, quelle inventate sono state poche, è quasi tutto vero ciò che avete letto sui giornali di gossip...".

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