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Sostenibilita

Sono 3 milioni le persone che abitano in zone ad alto rischio sismico

"Necessaria una gestione strategica dell'intero processo di recupero e rinnovamento del patrimonio edilizio attraverso l'applicazione di un mix di soluzioni progettuali tecnologiche e impiantistiche sostenibili"

Fillea e Legambiente hanno individuato una serie di interventi mirati al sostegno dell'economia sostenibile delle costruzioni, indicando un processo in continua evoluzione con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica

19 Ottobre 2012

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Sono 3 milioni le persone che abitano in zone ad alto rischio sismico
Fillea e Legambiente hanno individuato una serie di interventi mirati al sostegno dell'economia sostenibile delle costruzioni, indicando un processo in continua evoluzione con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica

Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - Sono 3 milioni le persone che abitano in zone ad alto rischio sismico. A lanciare l'allarme ci pensano Fillea Cgil e Legambiente nel primo rapporto congiunto su Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio "Costruire il futuro" presentato in occasione del salone internazionale dell'edilizia (Saie) di Bologna, sottolineando che il patrimonio edilizio esistente è costituito in massima parte da case costruite male.

In particolare Fillea e Legambiente hanno individuato una serie di interventi mirati al sostegno dell'economia sostenibile delle costruzioni, indicando un processo in continua evoluzione con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica. Ciò porterebbe ad un innalzamento della qualità della vita dei cittadini e ad un aumento dell'occupazione pari a 600 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni, che possono arrivare, considerando l`indotto della filiera, a circa un milione.

Per questo, spiegano Fillea e Legambiente, "diventa necessaria una gestione strategica dell'intero processo di recupero e rinnovamento del patrimonio edilizio attraverso l'applicazione di un mix di soluzioni progettuali tecnologiche e impiantistiche sostenibili che servano anche a metterlo in sicurezza (si parla di 11 milioni di edifici ad uso residenziale per 28 milioni di abitazioni), ma con caratteristiche diverse e priorità di intervento per i rischi sismici e idrogeologici, per il degrado edilizio e anche sociale, distribuiti in modo differente in ogni parte del Paese. In merito alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio Fillea e Legambiente sottolineano la necessità di aggiornare l'apparato normativo per gli aspetti di sismica e statica. Occorre intervenire sugli incentivi per premiare chi realizza interventi sia energetici che statici e introdurre il libretto del fabbricato.

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