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Un test online per indagare sullo spreco alimentare domestico in Italia

Un'iniziativa del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell'Alma Mater Studiorum dell'Università di Bologna

21 Novembre 2012

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Un test online per indagare sullo spreco alimentare domestico in Italia
Un'iniziativa del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell'Alma Mater Studiorum dell'Università di Bologna

Roma, 21 nov. - (Adnkronos) - Indagare i comportamenti personali in relazione al cibo che viene sprecato. E' questo in sintesi lo scopo dell'iniziativa è del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell'Alma Mater Studiorum dell'Università di Bologna, che da mercoledì 21 novembre e fino al 21 dicembre, nella Settimana europea per la Riduzione dei rifiuti, propone, in collaborazione con la Commissione Europea, il Karlsruhe Institut fur Technologie e Last Minute Market, nell'ambito del progetto "Un anno contro lo spreco", un'indagine socio-economica sullo spreco alimentare domestico in Italia.

L'indagine si basa, come primo passo, su un questionario online che sarà sottoposto ad accademici, ricercatori, studenti e personale delle istituzioni coinvolte (Università di Bologna, Jrc di Ispra, Karlsruhe Institut fur Technologie) ma al quale potranno partecipare anche tutti gli interessati, grazie al supporto del programma di Rai Radio2 Caterpillar, collegandosi al sito della trasmissione nel corso di questo mese e sulla pagina facebook di Caterpillar.

Fra gli sprechi alimentari quelli domestici, spiega il promotore dell'iniziativa, Andrea Segrè, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari, "sono gli unici che noi di Last Minute Market non possiamo recuperare e donare a chi a bisogno. Dunque prima dobbiamo sapere quanto e perché sprechiamo a casa nostra, e a questo serve il questionario. Per poi passare alla prevenzione, che è assai meglio della cura, cioè smaltire i rifiuti".

Nella filiera agro-alimentare lo spreco a livello domestico è decisamente quello più problematico: sia per quanto riguarda la sua stima quantitativa, sia relativamente alle azioni per la sua riduzione. Mentre per la produzione agricola, la trasformazione alimentare e la distribuzione esistono statistiche attendibili nonchè modalità sperimentate per il recupero a fini sociali e la prevenzione, a livello domestico gli alimenti ancora buoni finiscono direttamente fra i rifiuti solidi urbani aumentandone le quantità e dunque i costi economici e ambientali per le famiglie e le collettività.

Un problema che si riscontra non solo in Italia ma anche negli altri Paesi dell'Unione Europea: lo spreco alimentare domestico pare riconducibile a fattori come la scarsa conoscenza di tecniche di conservazione del cibo, l'errata interpretazione dell'etichettatura degli alimenti, la conoscenza limitata di strategie per consumare in modo più efficiente e ridurre gli sprechi, l'errata pianificazione degli acquisti, lo scarso peso attribuito al valore economico di alcuni cibi, la scarsa consapevolezza sulla reale entità degli sprechi di cibo che un individuo produce.

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