Roma, 20 dic. - (Adnkronos) - I capodogli possono tirare un sospiro di sollievo, ricercatori americani hanno infatti pubblicato sul Journal American Chemical Society, uno studio nel quale affermano di aver potuto produrre un composto sostitutivo dell'ambra grigia, una sostanza oleosa prodotta dall'intestino dei capodogli, attraverso la modifica del DNA di alcuni batteri. L'ambra grigia naturale è stata per secoli la sostanza base, venduta a centinaia di euro al grammo, con la quale venivano e vengono realizzati i profumi di fascia più alta. Una caratteristica che ha contribuito a far includere i capodogli tra le specie in via di estinzione. Negli Usa la fabbricazione di profumi a base di ambra grigia è vietata e questo ha spinto i ricercatori a trovare delle soluzioni alternative. Una prima strada si è tentata utilizzando una pianta, la Salvia Scalera da cui si è cercato di estrarre un enzima, lo sclareol, sostitutivo dell'ambra. Un'operazione industrialmente non sostenibile visto che la quantità di sclareol presente nella salvia è poca e difficilmente estraibile. La ricerca ha quindi puntato sull'isolamento del materiale genetico che produce l'enzima che è stato inserito nel DNA di una specie batterica trasformata in 'produttrice' di sclareol. Un'inedita 'collaborazione' tra specie che vede il più grande mammifero salvato da un organismo microscopico.




