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Con tecnologie e satelliti -20% di consumi idrici per l'irrigazione in agricoltura

A rilevarlo è l'Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea)

Il settore assorbe il 90% della risorsa acqua

8 Gennaio 2013

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Con tecnologie e satelliti -20% di consumi idrici per l'irrigazione in agricoltura
Il settore assorbe il 90% della risorsa acqua

Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - Si possono abbassare almeno del 20% i consumi di acqua per irrigazione in agricoltura, settore che assorbe il 90% della risorsa nazionale, usando satelliti per il telerilevamento e tecnologie come i sistemi informativi geografici (Gis) ed i modelli matematici. E non solo. Con queste stesse tecnologie si possono garantire anche risparmi energetici nei campi pari a 100/euro per ettaro. A rilevarlo è l'Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea) che oggi, con il Gruppo Studi Irrigazione (Grusi), ha fotografato lo stato dell'arte della gestione dell'acqua e delle risorse idriche in agricoltura, nel corso di un workshop al Cnr di Roma.

"I dati sono il frutto di uno studio sperimentale nell'area pilota nel Sannio, ad Alifano, Consorzio di Bonifica della provincia di Caserta, nell'ambito di un progetto internazionale del VII° Programma Quadro Ue per la ricerca, in cui sono impegnate 18 istituzioni di Brasile, Italia, Spagna, Messico, Egitto, Turchia e India" spiegano all'Adnkronos Pasquale Nino e Fliberto Altobelli dell'Inea. "Si tratta di primi dati teorici ma sono significativi" aggiungono i due ricercatori spiegando che con queste tecnologie "si ottengono economie di scala molto ampie che si collegano alla Pac 2014-2020 in cui sono previste misure ambientali sulla situazione irrigua, consentendo di centrare appieno le politiche comunitarie".

"Non c'è dubbio che queste tecnologie aiutino a risparmiare l'uso dell'acqua in agricoltura, sia in termini di qualità, cioè con un miglior uso della risorsa, sia di quantità" sottolinea il dg di Inea, Alberto Manelli. "Quello che ora serve davvero -aggiunge- è conoscere nei dettagli i fabbisogni di acqua in agricoltura, un settore che assorbe il 90% dei consumi idrici nazionali".

"I cambiamenti climatici ci richiedono infatti -spiega Manelli- una previsione di fabbisogno d'acqua in agricoltura nel dettaglio per ridurre gli eccessi di consumi e per far fronte ai fenomeni estremi" come alluvioni o siccità. "Su questo fronte -riferisce- stiamo lavorando da 5 anni proficuamente con il ministero dell'Agricoltura".

E l'urgenza di una gestione sempre più corretta della risorsa acqua in agricoltura è ribadita anche dal presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi), Massimo Gargano. "Al 2030 ci sarà una riduzione del 40% di acqua rispetto alle necessità: ciò significa ricadute sociali e industriali importanti" dice Gargano che, nel rilevare gli effetti preoccupanti su "produzione e approvvigionamento di cibo, sovranità alimentari nazionali e politiche dei Governi", sottolinea come "queste tecnologie diano ai decisori politici europei una indicazione concreta per partecipare in maniera costruttiva alla Pac 2014-2020".

"Nella prossima Pac, l'Italia gioca una partita importante nel definire qualità della vita dei cittadini e qualità della produzione di impresa, non solo in agricoltura ma anche in tutti gli altri settori produtivi. Per questo oggi, in sostanza, si è parlato di economia, occupazione e futuro" dice ancora Gargano ricordando il progetto "Irriframe", lanciato nel luglio 2009 da Anbi, attraverso il quale gli agricoltori hanno consigli via web o tramite sms su come ottimizzare l'uso dell'acqua in campagna. "Il progetto ha un obiettivo importante ed una visione più ampia perché -conclude Gargano- mette al centro non il solo rapporto tra acqua e agricoltura ma tra la risorsa acqua ed il territorio".

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