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Sostenibilita

Impegno contro la corruzione con riforme legislative, lo chiedono Libera e Gruppo Abele

Un fenomeno che mina l'affidabilità del Paese

Nei primi 100 giorni di Governo cambiare l'art. 416 ter, relativo al voto di scambio

18 Gennaio 2013

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Impegno contro la corruzione con riforme legislative, lo chiedono Libera e Gruppo Abele
Nei primi 100 giorni di Governo cambiare l'art. 416 ter, relativo al voto di scambio

Roma, 18 gen. - (Adnkronos) - Il problema della corruzione va affrontato attraverso diverse riforme legislative. La legge che è stata approvata, la 190, è stata un passo importante ma ce ne vogliono altri, "quindi per prima cosa chiediamo ai parlamentari che verranno eletti, ovvero ai candidati di oggi, che nei primi 100 giorni di governo modifichino l'art.416 ter, quello relativo al voto di scambio". Così Francesca Rispoli di Libera spiega all'Adnkronos quali sono le richieste avanzate in vista delle elezioni attraverso la campagna 'Riparte il futuro'.

"Il problema fondamentale che la legge 190 non ha affrontato è quello dell'autoriciclaggio, un fenomeno che nel nostro Paese è molto diffuso, e un altro tema è quello del conflitto di interesse sul quale in Italia manca una legge efficace - aggiunge la Rispoli - e poi c'è il problema dello scudo fiscale, del colpire i patrimoni illeciti o illecitamente portati fuori confine. Una costellazione di modifiche legislative da affrontare, tutte insieme possono far sì che l'Italia possa ripartire". Secondo le stime della Corte dei Conti, la corruzione costa al sistema Italia 60 miliardi di euro l'anno, quanto basterebbe per pagare gli interessi annuali sul debito pubblico italiano.

"Sostanzialmente - aggiunge la Rispoli - un costo dovuto alla corruzione di 1.000 euro per ogni cittadino italiano, dato sottostimato che aiuta a capire le dimensioni del fenomeno. Un bacino che può trasformarsi in qualcosa di positivo andando a colmare alcuni dei deficit del Paese". Basterebbero infatti meno di 14 miliardi per completare opere fondamentali per il trasporto pubblico; 10 miliardi per completare la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici; 2,5 per avviare il restauro idrogeologico del Paese; 20 per coprire l'attuale costo degli ammortizzatori sociali; poco meno di 4 per evitare l'Imu sulla prima casa.

La corruzione, inoltre, mina l'affidabilità del Paese: secondo l'Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, l'afflusso medio di capitali stranieri tra il 2004 e il 2008 in percentuale sul Pil, in Italia è stato dell'1,38% mentre in Francia, nel medesimo periodo, è stato del 3,88%. Uno 'spread' del 2,5% che corrisponde a un ammontare superiore a 40 miliardi. Numeri alla mano, i cittadini che aderiscono alla campagna "Riparte il futuro" (www.riparteilfuturo.it) chiedono ai candidati al Parlamento cinque impegni stringenti: mettere in rete il curriculum vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l'eventuale presenza di conflitti di interesse e la situazione giudiziaria.

E li impegna a riformare, nei primi 100 giorni della legislatura, l'articolo 416 ter del Codice Penale, norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso e che considera corruzione soltanto il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore, trascurando altre controprestazioni essenziali: favori, raccomandazioni, informazioni privilegaite su appalti in cambio di voti, garanzie dalla repressione. Il 15 marzo, in occasione della prima seduta del Parlamento, a distinguere chi avrà sposato la causa da chi non ha aderito, sarà il braccialetto della campagna, in gomma bianca con la scritta '#100 giorni' in verde.

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