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Immobiliaristi si contendono i terreni delle favelas di Rio de Janeiro

Interesse particolare per lo slum di Vidigal sulle colline, con il suo panorama mozzafiato sull'Atlantico
domenica 27 gennaio 2013
Immobiliaristi si contendono i terreni delle favelas di Rio de Janeiro

3' di lettura

Rio de Janeiro, 23 gen. (Adnkronos) - Investitori, anche europei, si contendono i terreni di alcune favelas di Rio dove pianificano progetti di sviluppo immobiliare. In particolare, fra le zone che sono state pacificate in questi ultimi anni, spicca lo slum di Vidigal sulle colline, con il suo panorama mozzafiato sull'Atlantico, e una trasformazione già consolidata dopo che la polizia ha ripreso il controllo delle sue strade. In tre anni, il prezzo degli affitti è più che triplicato, contro un aumento del 165 per cento medio in tutta la città nello stesso periodo. Il Mondiali di calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016 non fanno che amplificare il processo di cambiamento del tessuto sociale (gentryfication, è il termine che viene usato in inglese per parlare dell'imborghesimento dei quartieri) delle 39 favelas che saranno normalizzate entro il 2014 secondo il piano di marcia a lungo termine lanciato da Lula. A Vidigal l'ingegnere austriaco Andreas Wielend, nel 2009 ha acquistato per 34mila real (circa diecimila sterline) una casa dilapidata che ha trasformato in un ostello e in un night club che è diventato uno dei locali alla moda di Rio: a meno di cento metri di distanza sono in corso i lavori per la costruzione di un grande albergo finanziato da due dei principali tycoon della città, le tre case adiacenti alla sua sono state acquistate da un avvocato di San Paolo e corrono voci che un terreno non lontano sia stato acquistato da Brad Pitt e Angelina Jolie. "Quando siamo arrivati qui per la prima volta, i nostri vicini erano una quindicina di uomini armati fino ai denti. Era come vivere in un teatro di guerra. Non c'era acqua ed elettricità. Poi è arrivata la polizia e il prezzo delle case è salito..ma prima il clima era più rilassato perché non avevi il via vai costante degli speculatori che ti assillano", spiega in una intervista al Guardian in cui racconta che ora gli propongono l'acquisto della proprietà per un milione di real. Ma non solo: dallo scorso anno, l'ex proprietario del terreno ha avviato una causa negando la vendita avvenuta anni prima e occupando l'immobile a cui ha perfino cambiato le serrature. "Sono molti in questo quartiere le contese di questo tipo, anche fra persone della stessa famiglia", aggiunge. Come precisa l'associazione degli immobiliaristi SecoviRio solo nella prima settimana dall'arrivo della polizia nelle prime tre favelas della città i prezzi delle proprietà sono cresciuti del 50 per cento. Perfino nello slum di Rocinha, il più grande di Rio con almeno 70mila abitanti, ancora ben lontano dall'essere sicuro, il prezzo degli affitti per un bilocale è raddoppiato lo scorso anno, in cui vi si sono stabilite numerose persone da fuori. Il cambiamento è stato segnato dall'apertura di una biblioteca, di un parco ecologico, di campi da tennis e del ponte progettato da Oscar Niemeyer, ma il sistema fognario che continua a essere all'aperto. "La bilioteca e il ponte vanno bene, ma bisogna chiedersi se è il miglior uso possibile delle risorse, quando ci sono ancora bimbi che giocano fra gli escrementi", commenta Lea Rekou, coordinatrice dell'organizzazione non governativa Green My Favela che si occupa di trasformare le discariche in orti urbani.