Londra, 15 apr. (Adnkronos) - Il Governo inglese ha lanciato un monito alle imprese: se non apriranno alle donne le porte dei consigli di amministrazione, potrebbero essere varate misure per un rispetto 'ex lege' delle quote di genere. La Gran Bretagna si era in passato opposta perché venisse introdotta a livello europeo una legge che tutelasse le donne; arrivando ad osteggiare con forza la proposta di quota di genere avanzata dalla Commissaria alla Giustizia Viviane Reding nel novembre scorso. L'inversione di rotta di Londra arriva dopo la constatazione di un significativo rallentamento nell'assegnazione di ruoli di responsabilità assegnati alle donne del Regno Unito ed in concomitanza con la diffusione di una ricerca condotta dall'istituto di ricerca europeo Eurobarometro. L'indagine condotta intervistando oltre 25 mila cittadini dei 27 Paesi europei, ha rivelato che 9 intervistati su 10 ritengono che la società funzioni meglio quando viene rispettata la parità di genere. Su questo aspetto c'è una vasta convergenza tra le opinioni espresse dagli intervistati con particolare riscontro in Svezia, Olanda e Romania (96% degli intervistati) che guidano la classifica che vede invece all'ultimo posto, con l'86%, la Latvia, la Slovenia e l'Estonia. Nel complesso gli europei pensano che le donne subiscano più degli uomini i problemi dell'accesso all'istruzione che desiderano, al lavoro, al rispetto dei diritti e, soprattutto, sono certamente più degli uomini vittime di violenza. In Italia gli intervistati che hanno risposto alle domande della ricerca sono stati 1000; secondo l'82% del campione se ci fossero più donne in posizioni di potere nei Paesi in via di sviluppo ci sarebbe un maggior rispetto dei rispetti umani, mentre secondo il 78% migliorerebbero le condizioni di vita delle persone e secondo il 70% ci sarebbero meno guerre




