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Sviluppo edilizio ''green'' in crescita, progetti raddoppiati in tre anni

Lo rileva la ricerca ''Abitare Verde: tendenze in atto e futuri driversi di mercato'' realizzata da Nomisma e Pentapolis
domenica 21 aprile 2013
Sviluppo edilizio ''green'' in crescita, progetti raddoppiati in tre anni

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Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - Il mercato delle costruzioni rallenta sensibilmente, ma al contempo il comparto relativo ai progetti di sviluppo "green" è in crescita. In particolare, stando al campione McGraw-Hill Construction delle imprese del settore delle costruzioni operanti su scala internazionale, la quota di quelle aventi in portafoglio oltre il 60% di progetti di trasformazione urbana sostenibile (green projects) risulta raddoppiata dal 2009 al 2012 (rispettivamente 13% e 28% di imprese) e si prevede che raddoppierà ulteriormente entro il 2015 (51% di imprese). Lo rileva la ricerca "Abitare Verde: tendenze in atto e futuri driversi di mercato" realizzata da Nomisma e Pentapolis, presentata oggi a Roma, presso la Casa dell'Architettura che sottolinea come tale crescita caratterizzi trasversalmente i Paesi considerati avanzati e quelli cosiddetti in via sviluppo. A fine 2012, gli investimenti destinati al settore residenziale in Italia ammontano a 69,6 miliardi di euro, di cui ben 44,8 miliardi relativi ad interventi di manutenzione straordinaria, in cui rientrano investimenti in retrofit energetico e riqualificazione del patrimonio abitativo esistente. A tal proposito, Cresme ed Enea hanno stimato che, grazie al sistema di agevolazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica, a dicembre del 2011 era stato attivato un volume complessivo di 1,4 milioni di interventi, per un controvalore di investimenti pari a 17 miliardi di euro (in media 12.150 euro per singolo intervento) che ha registrato una rilevante attivazione di economia a basso contenuto esportativo stimabile in oltre 50 mila nuovi posti di lavoro nei settori dell'edilizia e dell'indotto (dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagli infissi ai materiali avanzati). Anche in Italia, dunque, è iniziato un nuovo ciclo nell'edilizia orientato al rinnovo del patrimonio disponibile e all'utilizzo di tecniche di bioedilizia e di bioarchitettura già da tempo sperimentate sui mercati globali di riferimento. Partendo dallo stock costruito prima del 1992, che ammonta a 1.600 milioni di metri quadrati residenziali, il 22% versa in condizioni d'uso giudicate "mediocri" e "pessime", e necessita di significativi interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria. Tradotto in numero di abitazioni, lo stock da riqualificare ammonta a 5,7 milioni di unità, ossia il 19% del patrimonio esistente. Con riferimento all'epoca di costruzione, escludendo la quota di interventi realizzati ricorrendo alle recenti agevolazioni fiscali, il bacino potenziale di patrimonio che necessiterebbe di un retrofit energetico aumenta a poco meno dell'80% dello stock abitativo italiano. Si tratta di un potenziale che potrebbe dare un importante impulso al settore delle costruzioni e concorrere al rilancio della domanda interna, necessaria per garantire una ripartenza dallo stato attuale di crisi persistente. Sulla base di una selezione di alcune caratteristiche "green" (caldaia di ultima generazione, infissi ad alte prestazioni energetiche, isolamento muri esterni, elettrodomestici a basso consumo, riduttori flusso dell'acqua, riciclo delle acque e utilizzo di materiali non nocivi alla salute) riferite all'abitazione e riconducibili alle indicazioni internazionali in tema di efficientamento energetico e sostenibilità, è stato ricostruito l'identikit "abitativo" delle famiglie italiane. Il 3,2% già possiede tutti i requisiti "verdi", il 24% invece non ha ancora nessuna delle caratteristiche selezionate. A fronte di un 12,1% in reale cammino verso pratiche a basso impatto, fa da contraltare un 60,7% di famiglie dove sono riscontrabili solo sporadiche attenzioni alle prestazioni energetiche e ambientali della propria casa, e sono le famiglie giovani quelle con una sensibilità spiccatamente 'eco'. "Ad oggi - afferma Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis - le pratiche di 'green building' cominciano ad essere una realtà, il mercato italiano può contare su una domanda in veloce crescita, anche se ancora non in grado di imprimere una reale conversione al settore e a tutta la filiera, ma il cui orientamento inizia a pesare". Tra i fattori determinanti nella scelta di un'abitazione, la classe energetica dell'edificio è indicato dal 22,8% delle famiglie, seguito dalla tipologia nuova o ristrutturata dell'immobile (19,5%), l'utilizzo di materiali non nocivi alla salute (15,1%) e la presenza di impianti di energia rinnovabile (14,7%). Per quanto riguarda gli interventi strutturali che gli italiani intendono realizzare nelle abitazioni, se negli ultimi anni sono stati privilegiati gli interventi sugli infissi (10,5%) o sulle caldaie (12,0%), soprattutto grazie al ricorso agli incentivi fiscali, nei prossimi mesi preferiranno interventi per l'isolamento termico dei muri esterni (cappotti e coibentazioni) o per bonificare le proprie mura domestiche da materiali considerati nocivi per la salute (intonaci vecchi, materiali trattati) o anche per dotarsi autonomamente di impianti di energia rinnovabile. La necessità di intervenire sul costruito è giustificata dalla vetustà del patrimonio immobiliare, dall'obsolescenza delle sue componenti (specialmente nei centri urbani di maggiori dimensioni) e dalla breve vita degli impianti. L'aspetto centrale è rappresentato dalla necessità di accelerare i ritmi di riqualificazione del parco edilizio e infrastrutturale in chiave ambientale, allo scopo di rispondere in maniera adeguata alle sfide poste dal cambiamento climatico e, soprattutto, all'emergere di una nuova domanda di "abitare verde" da parte delle famiglie italiane e degli investitori internazionali.