Bruxelles, 17 apr. (Adnkronos) - Ogni anno l'Europa destina 10 miliardi di euro di incentivi per sostenere il comparto dei biocarburanti. Una cifra pari a quella che all'inizio di quest'anno è stata impegnata per i salvataggio dell'economia cipriota. Il dato è contenuto in uno studio condotto dall'Istituto Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile (IISD): nel 2011 i biocarburanti nella Ue hanno goduto di 10,7 miliardi di euro di incentivi, una cifra che supera del 60% il capitale investito dai privati nel settore e che può arrivare a raddoppiare se i Paesi europei insisteranno nel voler portare entro il 2020 la quota di biocarburanti al 10% del totale del combustibile usato. Tuttavia, come ha affermato la commissaria Ue all'ambiente Connie Hedegaard, tra le proteste dei produttori di biodiesel, non è tutto 'verde' il risultato dell'impiego dei carburanti che produrrebbe più Co2 di quanto ne emettano i combustibili fossili. Secondo la Commissione, che ha avviato trattative con l'industria produttrice dei biocarburanti, si dovrebbe fissare un tetto di incentivi abbassando la percentuale di biodiesel sul totale dal 10% al 5%. L'ipotesi però non è piaciuta ai produttori che non accettano di rivedere le loro tabelle di marcia. Se non si arriverà ad un accordo, e verrà mantenuto l'obiettivo del 10%, l'Europa, e quindi i contribuenti europei, nel 2020 dovrà pagare fino a 30 miliardi di incentivi per biocarburanti che solo per il 7% sono costituiti da biodiesel di seconda generazione e quindi ad effetto neutro sull'ambiente, il resto è invece costituito da prodotti che inquinano e producono emissioni nocive quasi al livello dei carburandi di derivazione fossile.




