Roma, 22 apr. (Adnkronos) - Il 28 aprile è la Giornata Mondiale Vittime Amianto, introdotta per ricordare gli effetti dell'amianto in tutto il mondo, i milioni di vittime a causa dell'utilizzo che ne è stato fatto da più di un secolo. Lo ricorda in un comunicato Anna Maria Virgili, presidente del Comitato Esposti Amianto Lazio dove denuncia "una strage compiuta a danno di una moltitudine di lavoratori considerati merce per garantire il profitto di pochi. E ancora continuano a morire coloro che sono stati esposti in passato (5000 decessi all'anno) perché le malattie asbesto-correlate hanno periodi di latenza assai lunghi". "E' inaccettabile, si legge ancora nel comunicato, che a fronte della pericolosità dimostrata e della strage umana causata dall'amianto, vi siano ancora paesi produttori (Russia, Canada, Cina, Brasile….) che lo esportano in paesi in via di sviluppo (Africa, Asia, America Latina...) dove le forme di protezione sanitaria e sociale sono quasi inesistenti! I singoli governi che hanno già posto divieti si devono attivare per sollecitare il divieto in tutto il mondo! L'Europa non aspetti il 2025 come dichiarato, per attuare le bonifiche dei territori ma si inizi da subito". "In Italia, continua la Virgili, la legge n. 257/92 pur avendo vietato l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la produzione e la commercializzazione non ha tuttavia vietato espressamente l'utilizzo dell'amianto nè definito un termine alla sua dismissione graduale, così si continuano a respirare le fibre assassine diffuse nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e le future generazioni continueranno ad ammalarsi". La Virgili sottolinea anche come non si sia intervenuto per porre l'obbligo di bonifica considerando che i manufatti in amianto prodotti trenta o quarant'anni fa sono ormai da considerarsi deteriorati. "Il mancato finanziamento del Piano Nazionale Amianto, aggiunge, trova giustificazione nella crisi economica. Riteniamo che la cura delle malattie asbesto-correlate sia un problema che riguarda tutti i paesi europei e dunque dovrebbe trovare adeguato sostegno finanziario presso l'U.E. e coinvolgere strategicamente scienziati e ricercatori europei, mentre i siti contaminati nel nostro paese riguardano l'Italia e si dovrebbero completare censimenti e bonifiche in tutto il territorio e in tutti i luoghi di lavoro anche con il finanziamento da parte di coloro che hanno inquinato, fatto ammalare e morire lavoratori innocenti e cittadini ignari".




