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Non solo i comitati a guidare la protesta, amministrazioni in primo piano

Lo rileva l'ottava edizione dell'Osservatorio Nimby Forum
domenica 19 maggio 2013
Non solo i comitati a guidare la protesta, amministrazioni in primo piano

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Roma, 17 mag. - (Adnkronos) - Sono i comitati a guidare la classifica della protesta, rappresentando il 24,2% dei soggetti coinvolti, ma al secondo posto si piazzano i soggetti politici locali (20,7%) e i Comuni (18,3%), distaccando in maniera netta le associazioni ambientaliste locali (8,1%) e nazionali (2,1%). Lo rileva l'ottava edizione dell'Osservatorio Nimby Forum che traccia un identikit della protesta contro opere e infrastrutture in cui la politica e le amministrazioni giocano un ruolo di primo piano. Per lo stretto legame tra opera presentata e territorio, i Comuni sono gli enti che maggiormente si espongono nei confronti di un impianto. Se da un lato il 64,3% dei Comuni interessati direttamente dai progetti manifesta opposizione alle opere, dall'altro si rileva un'incidenza importante di amministrazioni limitrofe (Comuni e Province) contrarie, che lamentano lo scarso o mancato coinvolgimento nelle scelte relative all'impianto. Il fenomeno cambia dimensioni passando a livelli decisionali successivi, dove Province e Regioni interessate si attestano su valori inferiori: 40,7% e 30%. Complice il ruolo più istituzionale che tali soggetti sono tenuti a svolgere, a questi compete l'iter autorizzativo e la valutazione tecnica dei progetti nonchè l'indirizzo di sviluppo territoriale e la rappresentanza degli interessi di una comunità più ampia. Passando all'analisi delle tipologie dei soggetti contrari agli impianti, si conferma il ruolo predominante della contestazione popolare (35,6%) che raccoglie cittadini, comitati, associazioni e organizzazioni territoriali. Seguono le contestazioni promosse dagli enti pubblici (28,3%, in aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto al 2011) e quelle di matrice politica (23,2%, -6% rispetto alla settima edizione). Percentuali nettamente inferiori riguardano le contestazioni delle associazioni embientaliste e di categoria (rispettivamente 9,8% e 3,1%).