Roma, 24 mag. - (Adnkronos) - A causa del cambiamento climatico, il Pianeta rischia di perdere più di un terzo degli animali e metà delle piante oggi conosciuti, e la biodiversità rischia di ridursi drasticamente ben prima della fine del secolo, con le piante e gli anfibi tra i gruppi tassonomici maggiormente a rischio. Lo rileva il nuovo studio di Nature Climate Change che ha preso in esame quasi 48.960 specie animali e vegetali, il 64% delle quali fortemente minacciato dai cambiamenti climatici. Per scongiurare il rischio di un'estinzione di massa, rileva lo studio, è necessario rimanere al di sotto dei 2°C di aumento medio della temperatura globale rispetto all'era preindustriale. Lo studio ha preso in esame 43.578 piante rilevando che di queste ben 27.691 sono a rischio a causa dei cambiamenti climatici, ovvero il 64% delle specie considerate. Su 1.168 mammiferi, 790 soffrono i cambiamenti di temperatura (67% del totale); su 3.059 uccelli sono a rischio 2.285 (54%); su 663 rettili sono a rischio 423 (63%) e dei 492 anfibi la minaccia riguarda 270 specie, cioè il 55%. Agendo presto e con decisione, il fenomeno può essere arginato, le perdite di biodiversità ridotte fino al 60% e il periodo in cui le specie potrebbero aver tempo di adattarsi prolungato di 40 anni. Ma se lo studio vede Africa Sub Sahariana, America centrale, Amazzonia e Australia tra le aree più colpite, anche Nord Africa, l'Asia e l'Europa meridionale sono considerate ad altissimo rischio, e infatti i cambiamenti climatici stanno minacciando e modificando anche la natura d'Italia.




