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Dalla finanza etica alla decarbonizzazione, l'impegno di Poste Italiane

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AdnKronos
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Roma, 23 dic. - (Adnkronos) - Integrità e trasparenza, valorizzazione delle persone, sostegno al territorio e al Paese, decarbonizzazione degli immobili e della logistica e finanza etica sono tra gli obiettivi che Poste Italiane ha messo in campo sul fronte della sostenibilità, nell'ambito del piano industriale Deliver 2022. Dopo l'accesso di settembre nell'indice Dow Jones sustainability, a dicembre di quest'anno Poste Italiane è entrata negli indici Euronext Vigeo-Eiris World 120 e Ftse4Good. L'indice Euronext Vigeo-Eiris seleziona due volte l'anno le 120 società quotate col livello più alto di capitale flottante in Europa, Nord America e Asia-Pacifico analizzando le più avanzate prestazioni ambientali, sociali e di governance. Poste è stata inclusa anche negli indici regionali Euronext Vigeo Eurozone 120 e Europe 120. A settembre 2019 il Gruppo era entrato nel Dow Jones sustainability world index (Djsi) e nell'Europe Dow Jones sustainability index: indici di sostenibilità che includono solo le società ritenute migliori nella gestione del proprio business, dal punto di vista della sostenibilità e delle azioni in campo ambientale e sociale. "Questi riconoscimenti — spiega Giuseppe Lasco, vicedirettore generale e responsabile Corporate Affairs di Poste Italiane — sono il risultato di un lungo e impegnativo lavoro di squadra. Un percorso che ha preso avvio con la definizione di un piano strategico con una chiara visione delle tematiche ambientali, sociali e di governance (riassunte nell'acronimo Esg) fino all'adozione di un nuovo Codice etico e di un Sistema di gestione anticorruzione". Oltre ad esser la prima azienda italiana della finanza a ottenere la certificazione anticorruzione Imq-Csq, la società ha lanciato il Portale segnalazioni "Whistleblowing" per consentire l'invio di informazioni su possibili illeciti e comportamenti sospetti. L'azienda ha anche aderito all'United Nations Global Compact (Ungc), il patto mondiale delle Nazioni Unite, sottoscritto da realtà provenienti da 160 Paesi, che incoraggia le aziende a promuovere attivamente i principi di condotta etica e di business responsabili. Quest'anno, per la prima volta, Poste ha messo nero su bianco nel suo bilancio integrato di gruppo i risultati raggiunti nel 2018 in termini di sostenibilità. Il bilancio "è solo l'apice di un'attività molto più complessa", spiega Matteo del Fante, amministratore delegato del Gruppo per il quale la sostenibilità è "parte integrante e indissolubile del piano industriale. Essere sostenibili può soltanto significare condurre il business seguendo regole, percorsi e principi condivisi con gli stakeholder, soprattutto per un'azienda, come Poste Italiane, che per sua natura e caratteristiche è al servizio dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione". I numeri del bilancio integrato del Gruppo Poste Italiane. Nel 2018, il contributo di Poste Italiane al Pil del Paese è stato di 11,9 miliardi di euro; ogni milione di euro speso dal gruppo ha generato un impatto di 6 milioni di euro sul Pil, ha portato all'occupazione di 91 persone nel Paese, con un impatto di 4 milioni di euro sul reddito delle famiglie e di 1 milione di maggior gettito fiscale. Ora si accelera per abbracciare temi come l'economia circolare e il risparmio energetico, investendo in settori che contribuiscono agli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite. Il 2019 è stato anche l'anno in cui il gruppo si è impegnato a gestire in modo ancor più socialmente responsabile gli investimenti finanziari. Poste Vita e Bancoposta Fondi Sgr hanno aderito ai "Principles for responsible investments" (Pri), sei principi definiti promossi dall'Onu che integrano fattori ambientali, sociali e di governance nei processi di investimento. Altro pilastro è il benessere di chi lavora in azienda nel rispetto delle pari opportunità. Dato che quasi la metà dei quadri e dirigenti è donna, Poste Italiane ha messo in atto politiche di welfare mirate: ad esempio, le lavoratrici in congedo di maternità hanno diritto al 100% della retribuzione (contro l'80% previsto per legge), mentre per il congedo parentale fruito entro i primi sei anni di vita del bambino viene assicurato ai genitori un trattamento pari all'80% per i primi due mesi, contro il 30% di legge. Poste Italiane contribuisce allo sviluppo del Paese coniugando gli obiettivi aziendali con le esigenze della collettività. Va in questa direzione il piano dedicato agli oltre 5mila 400 piccoli Comuni di fronte ai quali l'azienda ha assunto 17 impegni: innanzitutto quello di non chiudere nessun ufficio e di offrire servizi sempre più in linea con le esigenze delle piccole comunità. Obiettivo del Gruppo è, infatti, assumere un ruolo chiave nello sviluppo dell'intero sistema Paese e ricercare la costante integrazione tra esigenze della collettività e obiettivi aziendali. Il 96% dell'energia elettrica consumata da Poste Italiane proviene da fonti rinnovabili, una piccola quota è autoprodotta da impianti fotovoltaici. il Gruppo è impegnato nella progressiva introduzione di mezzi alternativi ad alimentazione elettrica per il recapito dei pacchi (veicoli a tre ruote). Poste Italiane ha previsto un nuovo mix della flotta attraverso l'introduzione veicoli a 3 ruote in sostituzione dei mezzi a 2 ruote alimentati elettricamente al 100%. L'azienda ha anche previsto un aumento del 70 per cento dei veicoli elettrici entro il 2020. L'impegno ha riguardato anche il risparmio energetico con l'installazione di LED in sostituzione delle lampade a fluorescenza che ha interessato 1.032 immobili.

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